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Roma come tappa finale: il tour europeo di Kast e la rete globale delle destre di governo
Cosa è successo?
Ieri José Antonio Kast, il Presidente eletto del Cile, è stato ricevuto a Palazzo Chigi da Giorgia Meloni. L’incontro non è un episodio isolato, ma la tappa conclusiva di un tour europeo che Kast conduce da settimane per rafforzare la sua rete internazionale.
Prima di Roma, Kast è stato:
- a Madrid, dove ha consolidato i rapporti con Vox;
- a Budapest, dove ha incontrato Viktor Orbán, figura centrale della galassia sovranista europea;
- a Bruxelles, per partecipare al summit della Political Network for Values, piattaforma transnazionale che riunisce movimenti ultraconservatori su temi come aborto, diritti civili, migrazioni e famiglia;
- a San Salvador, fuori dall’Europa ma parte dello stesso percorso politico, dove ha incontrato Nayib Bukele, elogiandone il modello securitario.
Roma rappresenta quindi la chiusura simbolica e politica del tour: l’incontro con Meloni sancisce il legame diretto tra Kast e il governo italiano, dopo anni di contatti e visite precedenti (2022–2023).
Perché è importante?
Durante il colloquio, Kast ha illustrato le priorità del suo futuro governo tra cui: crescita economica, attrazione degli investimenti, sicurezza e politiche per la natalità. I due leader hanno concordato di ampliare la cooperazione bilaterale e intensificare il dialogo anche con altri partner dell’America Latina.
Inoltre, va sottolineato che Meloni e Kast condividono una visione comune: chiusura delle frontiere, centralità della famiglia “tradizionale” e attacco ai diritti riproduttivi. È evidente che Meloni non scelga casualmente i suoi interlocutori internazionali: Kast è parte di un mosaico coerente che include Orbán, Vox, settori trumpiani e ambienti conservatori latinoamericani.
Infatti, il tour europeo di Kast si inserisce dentro una infrastruttura transnazionale di think tank e fondazioni conservative che lavora per rendere coerenti visione ideologica, strumenti legislativi e azione di governo. Oltre Political Network for Values tenutosi a Bruxelles, il riferimento centrale è la Heritage Foundation, think-tank americano che da anni produce policy blueprint su sicurezza, Stato, diritti civili e ruolo delle istituzioni, utilizzati come base comune da molte destre occidentali. A questo si affianca Project 2025, un programma operativo pensato per ristrutturare l’apparato statale, rafforzare l’esecutivo e ridurre l’autonomia dei corpi intermedi.
E adesso?
Per Meloni, il rapporto con Kast rafforza il suo ruolo di ponte tra Europa, Stati Uniti e America Latina conservatrice. Per Kast, l’Italia rappresenta un modello di legittimazione: dimostrare che una destra radicale può governare un grande Paese europeo ed essere riconosciuta come interlocutore internazionale.