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Quale potrebbe essere il peso politico delle Olimpiadi Milano-Cortina
Cosa è successo?
Tra due giorni si apriranno le Olimpiadi di Milano Cortina. E la loro collocazione temporale le pone a un bivio interessante della storia. Sono infatti le prime Olimpiadi invernali che si tengono dopo l’invasione russa dell’Ucraina, invasione che non a caso avvenne quattro giorni dopo la fine delle Olimpiadi invernali di Pechino. Il presidente Putin, infatti, in quell’occasione non volle oscurare l’evento, all’epoca ospitato dagli alleati cinesi, e decise di aspettare la fine delle Olimpiadi per sferrare il suo attacco. Lo stesso, se ci si pensa, aveva fatto otto anni prima, quando a ospitare l’evento era stata proprio la Russia (in una rara doppietta con i mondiali di calcio) e appena quattro giorni dopo la fine dell’evento invase, dietro le mentite spoglie degli omini verdi senza insegne militari, la Crimea, di fatto innescando e anticipando la serie di eventi che hanno portato al disordine attuale: la rottura — all’epoca solo un’increspatura — dei rapporti tra Russia e UE; le prime sanzioni; l’avvio delle operazioni di propaganda da parte russa; l’avvio dell’attività espansionistica russa che si è poi inverata nella guerra all’Ucraina.
Perché è importante?
Perché, inevitabilmente, le Olimpiadi, oltre che un momento di sport, sono anche, per ovvie ragioni, un momento di politica e diplomazia. Non solo per il fatto che, nel corso della cerimonia di apertura, i leader di buona parte del mondo saranno nello stesso spazio fisico. Ma anche perché inevitabilmente le Olimpiadi contengono un messaggio di multilateralismo. Il che è particolarmente interessante in questa fase storica in cui i principali attori internazionali sono palesemente contrari al multilateralismo e, anzi, sembrano intenzionati a smantellarlo. Ma non c’è solo questo. Oltre a essere un evento multilaterale in un mondo che tende alla disgregazione, le Olimpiadi sono anche un evento di straordinaria visibilità ed eco in un mondo pieno di conflitti e tensioni. Il che fa ritenere verosimile il fatto che ci possano essere scontri, contestazioni, tensioni. O che la loro platea planetaria possa essere usata per lanciare messaggi politici.
Questi per esempio, potrebbero avere per oggetto l’Italia e il suo governo, di recente al centro di polemiche (alla prova dei fatti non completamente motivate) circa la presenza delle squadre ICE a Milano (lo ripetiamo: non si tratta della divisione ICE vista in azione a Minneapolis, ma di un’altra divisione dell’ICE che si occupa di più generiche operazioni di sicurezza e che sarà operativa in relazione alla delegazione USA); oppure in relazione ai recenti fatti di Torino.
Inoltre, la carenza di neve sull’arco alpino e le temperature relativamente alte che si stanno registrando in questo periodo rendono l’evento perfetto per un dibattito con la frangia ambientalista dello spettro politico. Il che sarà interessante dal momento che, invece, buona parte dei governi occidentali sono, se non su posizioni apertamente negazioniste, almeno di forte ridimensionamento dell’emergenza climatica.
Ma al di là di questo è soprattutto sullo scenario internazionale e sulle tensioni che lo percorrono che occorre concentrarsi: il fatto che il presidente francese abbia chiesto di non sedere vicino al vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, un posto che un tempo sarebbe stato ambitissimo, la dice lunga sul quadro delicato e frammentato che si prepara.
Le Olimpiadi dovrebbero essere un evento di pace in occasione del quale le armi tacciono; quest’anno sembrano essere una specie di camera di compressione di tensioni latenti.
E adesso?
Le Olimpiadi di Milano Cortina proseguiranno per due settimane. Due settimane nelle quali, tra le altre cose, l’agenda politica andrà avanti. Negli stessi giorni delle Olimpiadi è previsto un nuovo round di colloqui tra Ucraina e Russia; una seduta del Parlamento Europeo; la conferenza sulla sicurezza di Monaco (quella nel corso della quale, lo scorso anno, JD Vance, di fatto, spezzò in due l’Occidente), il continuo rilascio di rivelazioni dai file Epstein, con il loro corollario di delegittimazione e, persino, l’avvio dei colloqui tra gli arcinemici di USA e Iran. Due settimane nel corso delle quali le cose nel mondo andranno molto veloci e, per i casi della vita, esponenti di tutto il mondo si troveranno nello stesso luogo fisico, con le telecamere sempre puntate addosso.