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Protezione dei minori sul web: il governo difende le misure "age verification" e "parental control"

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Protezione dei minori sul web: il governo difende le misure "age verification" e "parental control"

Cosa è successo

Lunedì 13 aprile Fondazione Patti Digitali Ets, un soggetto nazionale indipendente che si pone l’obiettivo di coordinare la protezione dei minori online attraverso l’attivazione dal basso e la trasversalità delle iniziative che devono muoversi con gradualità e coinvolgere la comunità, ha organizzato un incontro alla Camera dei Deputati in cui è intervenuta la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità.

Perché è importante

La ministra ha rivendicato il primato del governo italiano in Europa sulla protezione dei minori sul web, ricordando l'introduzione del parental control obbligatorio per i produttori di dispositivi con il decreto Caivano del settembre 2023 e la successiva inclusione dell'Age verification, ovvero la verifica dell'età per l'accesso ai siti pornografici.


Inoltre, ha sottolineato come l'efficacia concreta di tale misura sia stata raggiunta solo da pochi mesi, dopo che un intervento del TAR ne aveva sospeso l'applicazione nei confronti delle piattaforme con sede all'estero, aprendo una questione pratica sulla reale possibilità di costruire un divieto valido per un singolo Paese. Riguardo all'esperienza australiana, prima al mondo a vietare l'accesso ai social media ai minori di 16 anni, Roccella ha evidenziato come i primi dati siano incerti, citando il sensibile aumento dell'uso di Vpc, e ha auspicato un'ampia riflessione parlamentare che vada oltre gli schieramenti e le barriere ideologiche, spostando il dibattito dalla semplice questione del divieto dei social alla domanda più sostanziale se tale strumento sia davvero sufficiente e adeguato a costruire un ecosistema digitale sicuro e accogliente per i minori.

E adesso?
• Il nodo si sposta sull’enforcement: capire se age verification e parental control riusciranno davvero a funzionare su piattaforme globali, aggirabili via Vpn;
• Il Parlamento è chiamato a uscire dalla logica dei divieti e definire un approccio più sistemico alla protezione dei minori online;
• Sullo sfondo resta il tema europeo: senza coordinamento Ue, il rischio è avere misure nazionali difficili da rendere efficaci.

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