News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Primi segnali positivi nei negoziati USA-Iran in Oman, ma i punti chiave su uranio e missili restano aperti
Cosa è successo?
Gli Stati Uniti e l’Iran hanno avviato colloqui diplomatici a Muscat su iniziativa dell’Oman, in un tentativo regionale di evitare un’escalation militare aperta tra i due Paesi.
Le delegazioni, da parte americana guidata da Steve Witkoff e Jared Kushner, e da parte iraniana diretta dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, si sono incontrate separatamente per preparare negoziati ufficiali, con mediazione omanita.
L’incontro è stato fissato in un clima estremamente teso, con gli Stati Uniti che hanno rafforzato la presenza militare nel Medio Oriente e con avvertimenti reciproci tra Washington e Teheran.
Perché è importante?
L’agenda al centro delle discussioni riguarda in primo luogo il programma nucleare di Teheran, in particolare l’arricchimento dell’uranio, ma gli Stati Uniti vorrebbero estendere le negoziazioni anche ad altri dossier sensibili, come il programma missilistico iraniano, il sostegno a gruppi militanti regionali e la situazione dei diritti umani. L’Iran insiste nel voler negoziare solo sul nucleare, rifiutando di discutere questioni di difesa o politiche interne.
L’Oman, insieme ad altri Paesi del Golfo, ha cercato di creare un terreno diplomatico che eviti un’escalation militare. Questo approccio è frutto della preoccupazione in Medio Oriente per un eventuale conflitto diretto tra Teheran e Washington che potrebbe destabilizzare l’intera regione.
E adesso?
Dopo questi primi incontri, le delegazioni torneranno nei rispettivi Paesi per riferire ai loro governi. Nonostante il tono di “buon inizio” espresso dalle autorità iraniane sul fatto che si sono create le premesse per ulteriori negoziati, non c’è ancora un accordo concreto sul tavolo e i prossimi passi diplomatici restano incerti, soprattutto perchè le parti restano divergenti su quali temi inserire nell’agenda negoziale.