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Porno online, il Tar ferma il divieto per i minori. A rischio anche le nuove norme sui social
Cosa è successo
Il Tar del Lazio ha bocciato le regole italiane sulla verifica dell'età per i siti porno stranieri e il giorno dopo il governo ha annunciato nuove norme sui minori online costruite con la stessa logica. Il tribunale ha dichiarato illegittima una delibera Agcom su Pornhub e YouPorn perché l'Italia non può imporre obblighi unilaterali a piattaforme con sede all'estero senza passare per le procedure europee. Il governo ha quindi anticipato un decreto con misure ampie (divieto social per under 15, SIM dedicate, multe ai genitori) scavalcando anche un disegno di legge bipartisan fermo in Senato da cinque mesi. Aylo, la società cipriota che controlla Pornhub, YouPorn e altri siti simili, aveva impugnato una delibera dell'Agcom che imponeva la verifica dell'età degli utenti.
Il Tar del Lazio ha esaminato sei motivi di ricorso. Cinque sono stati respinti: nel merito, la tutela dei minori giustifica regole nazionali anche verso operatori esteri. Ma il sesto motivo, quello procedurale, ha fatto cadere tutto. La logica è quella del mercato unico digitale: se una piattaforma è stabilita in un Paese europeo, prima di imporle obblighi l'Italia deve notificare la misura alla Commissione europea e coordinarsi con il Paese d'origine. Nel caso di Aylo — con sede a Cipro — non è stato fatto. Risultato: la delibera è nulla.
Perché è importante
Il problema strutturale è semplice: Internet non si ferma ai confini nazionali. Ogni regola pensata solo per chi ha sede in Italia lascia aperta una porta enorme. Il ragazzino motivato passa al sito successivo, magari ospitato a pochi chilometri oltre confine. Le piattaforme grandi, quelle con uffici legali capaci di navigare ventisette ordinamenti diversi, riescono ad adattarsi o a resistere in tribunale. A pagare il costo della frammentazione sono le aziende europee più piccole, che non hanno le stesse risorse.
E adesso?
La soluzione esiste già, e ha un nome: EUDI Wallet. Il portafoglio di identità digitale europeo è atteso tra il 2026 e il 2027. Funziona così: l'utente verifica la propria età una volta sola sul dispositivo e poi quando accede a un'app o a un sito il sistema comunica soltanto se è maggiorenne oppure no. Niente documento da ricaricare ogni volta, niente dati personali trasmessi a terzi. Uno standard unico per tutta Europa.