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Policy Update: Mercosur

6 min di lettura

Lo scorso dicembre la firma dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur (unione dei principali mercati sudamericani: Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia) sembrava cosa fatta. Mancava il voto a maggioranza qualificata (55% dei Paesi, in grado di rappresentare almeno il 65% della popolazione UE) del Consiglio. Nel corso di quella seduta, però, il via libera non arrivò, perché l’Italia (paese di poco meno di 60 milioni di abitanti su 450 totali) si schierò contro l’accordo, al fianco di Polonia e Francia (oltre che Ungheria e Austria), bloccando l’approvazione dell’intesa. Nel consiglio di gennaio, però, anche a seguito di importanti concessioni finanziarie al settore agricolo (elettoralmente molto vicino all’esecutivo italiano), l’Italia ha cambiato fronte e votato sì, consentendo il via libera all’accordo che la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha firmato pochi giorni dopo in Paraguay.
In quel momento, quella firma sembrava un ottimo risultato sia perché poneva fine a una trattativa commerciale durata quasi trent’anni (di accordo si parla dagli anni ‘90), sia perché apriva, in un momento particolarmente delicato per le frizioni con gli Stati Uniti, un nuovo, enorme mercato ai prodotti europei.
Pochi giorni dopo ancora, però, il Parlamento Europeo ha di fatto bocciato l’accordo. O meglio lo ha congelato, votando affinché, prima di entrare effettivamente in vigore, questo sia esaminato dalla Corte di Giustizia UE: una procedura che può richiedere dai 18 ai 24 mesi. Non è detto che questo blocchi automaticamente l’applicazione dell’accordo, perché la Commissione può decidere di attuare una forzatura e farlo valere lo stesso, anche se in via provvisoria. Questa eventuale decisione, però, pul caldeggiata da Germania e Spagna, aprirebbe una profonda spaccatura (che peraltro già c’è da tempo) con il Parlamento.

Alcuni dati:

  • Il Mercosur rappresenta un mercato di 270 milioni di persone. Sommato a quello UE ne creerebbe uno nuovo e unico da 700 milioni di persone: la più grande area di libero scambio al mondo. Storicamente, l'UE ha visto una diminuzione della sua quota di mercato nell’area passando dal 30% delle importazioni latinoamericane nel 2000 al 19% attuale: nello stesso periodo, la Cina è cresciuta del 27%.
  • Alla luce dell’accordo — secondo Il Sole 24 Ore — “si stima che le esportazioni europee verso il Mercosur aumenterebbero del 39%, con i maggiori incrementi previsti nell’auto, nei macchinari e nei prodotti chimici. Nel contempo, l’export dal Mercosur verso l’Unione potrebbe salire del 16,9%.
  • Nel complesso, entro il 2040 l’accordo dovrebbe aumentare il Pil europeo di 77,6 miliardi di euro (lo 0,05%) e quello del Mercosur di 9,4 miliardi di euro (0,25%).
  • Si prevede l’impatto dell’accordo sulle emissioni globali di Co2 sarà dello 0,0006%”.

Cosa contiene l'accordo:

Il nuovo regime prevede

  • l'eliminazione dei dazi doganali sul 91% delle merci esportate dall'UE verso il Mercosur (cosa che comporterebbe circa 4 miliardi di euro di risparmio annuo per le imprese europee) e l'accesso dell'Europa a materie prime critiche (litio, manganese) essenziali per la transizione energetica ampiamente presenti nell’area Mercosur.
  • I settori europei più avvantaggiati dall’accordo sarebbero l'automotive, la farmaceutica, i macchinari e i prodotti chimici.
  • Quello meno avvantaggiato sarebbe quello agricolo. Infatti anche se l'Europa potrebbe vedersi riconosciuta la protezione per centinaia di Indicazioni Geografiche (come il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma) e tariffe agevolate per vino e formaggi, allo stesso tempo dovrebbe aprire il mercato a quote fisse di carne bovina, pollame e zucchero sudamericani. La carne bovina, in particolare, è un tema delicato, perché il Brasile è il principale produttore al mondo di carne di manzo, e si teme che l’ingresso delle sue derrate possa sconquassare il mercato europeo, già in grave difficoltà.

Cosa dicono gli oppositori

A guidare la contrarietà all’accordo è soprattutto la Francia, Paese che per ragioni economiche e politiche è di grande peso all’interno dell’Unione.

  • La Francia, principale produttore di carni UE, teme l'invasione di prodotti agricoli e di allevamento sud americani a basso costo e che che non rispettino gli stessi rigorosi standard ambientali e sanitari richiesti nell'UE.
  • Oltre a questo ci sono perpessità di tipo ambientale (si teme che l'aumento della produzione agricola nel Mercosur acceleri la deforestazione in Amazzonia e aumenti le emissioni globali di CO2) e sociali (ci sono dubbi sull'effettiva applicazione dei diritti dei lavoratori nelle filiere sudamericane) .

Cosa dicono le voci a favore

Secondo i sostenitori dell’accordo è da favorire perché

  • metterebbe l’UE in una posizione di forza commerciale nei confronti di USA e Cina. Questa forza sarebbe in primo luogo commerciale, ma di conseguenza anche politica, perché invierebbe un segnale forte contro le politiche tariffarie degli USA di Donald Trump; allo stesso tempo eviterebbe che il Sud America finisca inevitabilmente nell'orbita economica di Pechino, che sta già investendo massicciamente nella regione.
  • consentirebbe maggiore diversificazione: l'accordo permetterebbe di diversificare le catene di approvvigionamento, riducendo la dipendenza da partner meno affidabili.
  • proteggerebbe l’ambiente e i lavoratori: contrariamente a quanto sostengono i critici, chi è a favore ritiene che l'accordo sia l'unico modo per proteggere l'ambiente, perché senza il trattato l'UE non ha alcun potere legale per obbligare il Brasile a fermare la deforestazione. Con l'accordo, il rispetto dell'Accordo di Parigi diventa un requisito per mantenere i benefici commerciali e l'intesa impegna i paesi del Mercosur a rispettare le norme dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) su lavoro minorile e diritti sindacali.

Cosa ha fatto la Commissione europea per fare in modo che l’accordo venisse approvato e le possibili criticità risolte

Per superare lo stallo e rassicurare i critici, la Commissione ha introdotto diversi strumenti:

  • Protocollo Addizionale sulla Sostenibilità, vincolando le parti al rispetto dell'Accordo di Parigi sul clima e alla lotta contro la deforestazione.
  • Clausole di Salvaguardia, cioè un meccanismo che permette all'UE di sospendere le importazioni in caso di "impennata" dannosa delle importazioni che metta a rischio il mercato interno.
  • Clausole "Specchio", ossia l'impegno a garantire che i prodotti importati rispettino standard sanitari equivalenti a quelli europei.
  • Fondo di compensazione: l'ipotesi di aiuti finanziari per sostenere gli agricoltori europei colpiti dalla concorrenza.

Perché il parlamento lo ha rinviato alla Corte di Giustizia

Secondo il Parlamento il fatto che la commissione abbia diviso in due l’accordo, delegandone l’approvazione della parte commerciale ai soli Parlamento e Consiglio UE, lederebbe i diritti dei Parlamenti nazionali, la cui ratifica, in questo caso, non è più richiesta.

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