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Più autonomia ma armi americane: il paradosso tra Washington e Bruxelles
Cosa è successo?
L’amministrazione americana, con forte pressione dal Dipartimento della Difesa del Pentagono, si è opposta in maniera netta a un potenziale aggiornamento delle regole europee sugli appalti per gli armamenti che favorirebbe i produttori di armi europei (il cosiddetto “Buy European”). In una risposta formale a una consultazione della Commissione, Washington ha avvertito che ogni misura che limita l’accesso delle aziende statunitensi al mercato europeo della difesa potrebbe provocare ritorsioni: ad esempio rivedendo o restringendo l’accesso delle imprese europee ai contratti statunitensi.
Perché è importante?
Il confronto evidenzia un paradosso nei rapporti transatlantici. Da un lato, gli Stati Uniti chiedono da tempo all’Europa di investire di più nella propria difesa e diventare meno dipendente da Washington; dall’altro, Washington si oppone a qualsiasi politica europea che favorisca in modo concreto l’industria della difesa europea a discapito di quella americana.
E adesso?
Nei prossimi mesi si apre una fase decisiva sul futuro degli appalti di armamenti dell’Unione Europea:
- La Commissione Europea presenterà una proposta di revisione della direttiva sugli appalti di difesa (la normativa del 2009), con possibili clausole per preferire produttori europei. Questa bozza definirà se e come inserire regole vincolanti di preferenza locale nelle spese militari;
- Washington potrebbe di conseguenza influenzare negoziati e alleanze, mettendo sul tavolo la possibilità di ritorsioni commerciali o la revisione di accordi di reciprocità che permettono alle imprese europee di competere nei bandi USA.