News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Perché quest’anno Davos è più importante del solito
Cos’è successo?
Ieri si è aperto il World Economic Forum di Davos, il più grande e rilevante vertice globale dedicato all’economia e alla cooperazione internazionale. L’obiettivo storico del Forum è quello di favorire la creazione di legami sovranazionali per sostenere la crescita economica e, attraverso di essa, ridurre le cause strutturali della disuguaglianza e della povertà. Nel tempo, tuttavia, il vertice ha assunto anche un peso politico crescente, offrendo ai principali leader mondiali uno spazio informale di confronto diretto. Quest’anno, per ragioni evidenti, il Forum è seguito con particolare attenzione perché riunisce sotto lo stesso tetto gli attori chiave delle attuali tensioni tra Stati Uniti ed Europa: il presidente Donald Trump, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente francese Emmanuel Macron, promotore della richiesta di attivazione dello strumento anti-coercizione dell’UE per contrastare le mosse americane sulla Groenlandia. Secondo le informazioni disponibili, i toni tra i leader restano tesi, con gli Stati Uniti fermi sulla loro posizione di possibile annessione della Groenlandia.
Perché è importante?
In assenza di una mediazione, la tensione potrebbe degenerare e sfociare in uno scontro diretto tra le due principali potenze occidentali, sia sul piano militare sia su quello commerciale. Se l’ipotesi di un confronto militare resta, al momento, remota, quella di un conflitto commerciale appare invece concreta. Con l’entrata in vigore dei nuovi dazi americani dal prossimo 1° febbraio e la conseguente mancata ratifica, da parte del Parlamento europeo, degli accordi dello scorso luglio, gli scambi tra Stati Uniti e Unione europea potrebbero ridursi drasticamente o subire un’interruzione significativa. Nello scenario più critico, l’UE potrebbe attivare lo strumento anti-coercizione, mettendo a rischio un interscambio transatlantico che vale circa 1.500 miliardi di dollari. Un’ipotesi dalle implicazioni economiche difficilmente prevedibili, che ha già contribuito a un forte nervosismo dei mercati finanziari, con le borse in calo e l’oro tornato a toccare i massimi storici.
E adesso?
Si attende un segnale di stabilizzazione o l’emergere di un compromesso sulla questione groenlandese. In assenza di sviluppi concilianti, si aprirebbero scenari di profonda instabilità economica e politica a livello globale.