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Perchè la Francia sta litigando con il Segretario Generale della NATO Rutte

3 min di lettura

Cosa è successo?

Lunedì, rispondendo a una domanda dell'eurodeputato francese di estrema destra Pierre-Romain Thionnet, il Segretario Generale della NATO Marc Rutte ha dichiarato che il continente non può difendersi senza il sostegno americano. Ha anche respinto l'idea di un esercito europeo, che ha definito poco più di una fantasia e ha affermato che l’espressione "pilastro europeo della NATO è una parola un po' vuota." In pratica Rutte, con una frase sola, ha sposato il dileggio trumpiano della difesa europea e svilito i tentativi europei di affermarsi come attore chiave anche dal punto di vista militare.
Come prevedibile, le sue parole sono state accolte in modo molto negativo da tutti i leader europei. A rispondere con maggiore stizza alle parole di Rutte è stato soprattutto il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot: "No, caro Mark Rutte. Gli europei possono e devono farsi carico della propria sicurezza. Anche gli Stati Uniti sono d'accordo. Questo è il pilastro europeo della NATO."

Perché è importante?

Per quattro ragioni:

  • I leader europei sono da tempo impegnati a rafforzare – ove non a costruire da zero – le forze di difesa europee. Per il momento, i piani di riarmo sono dedicati solo ai riarmi dei singoli eserciti dei singoli paesi, ma è evidente che l’obiettivo complessivo, ove se ne dovessero creare le condizioni politiche, sarà quello di creare un esercito europeo unico, capace di mettere a fattore comune armamenti, uomini e intelligence. Le parole di Rutte costituiscono una sostanziale smentita dell’efficacia di questi sforzi.
  • Da quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato al potere la sua amministrazione ha insistito affinché Washington fosse sempre meno coinvolta nelle questioni di difesa, sostenendo che non ci fosse nè proporzione nè equità tra gli sforzi di difesa americani e quelli europei. Il risultato di questa iniquità secondo Trump è che non solo l’UE non sarebbe in grado di difendersi senza l’intervento degli USA, ma anche che non sarebbe minimamente in grado di soccorrere gli USA nel caso in cui questi venissero attaccati. Inoltre, pochi giorni fa, a Davos, Trump ha usato parole molto corrive per dire che, se gli Stati Uniti volessero, un giorno, prendersi un pezzo di Europa, non troverebbero nessun ostacolo.
  • Questa dichiarazione sembra costituire l'ennesima prova di compiacenza di Rutte nei confronti di Trump. Come se Rutte fosse convinto che denigrare l’UE possa essere un buon modo per lusingare Trump. Il che potrebbe essere anche una strategia politica efficace (come dimostrato tempo fa dai suoi SMS al presidente USA), ma politicamente debole.
  • Le parole di Rutte hanno creato particolare acrimonia in Francia, Paese militarmente più forte dell’UE, oltre che unico ad avere dispositivi nucleari (che di recente ha detto di essere disposto a mettere in comune con l’UE in ottica di deterrenza), oltre che capofila dei tentativi di riarmo che l’UE sta portando avanti in questi ultimi anni.

E adesso?

Le frasi di Rutte, il suo atteggiamento ambiguo, la crisi di fiducia all’interno della NATO arrivano in un momento molto particolare, sia per gli strascichi della crisi in Groenlandia, sia per la delicatezza delle trattative in Ucraina. È un dato di fatto che militarmente un paragone tra USA e UE non è percorribile. Ed è altrettanto un dato che l’alleanza atlantica, quindi tra USA e UE, si sia logorata negli ultimi tempi e che l’UE non si fida più dell’appoggio americano né nel caso in cui un paese europeo venisse attaccato da Mosca, né nel caso di dispute territoriale come quella relativa alla Groenlandia.

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