Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE

Perché il discorso di Trump non risolve, anzi, peggiora, la contesa tra USA e UE

2 min di lettura

Cos’è successo?

Donald Trump è arrivato al vertice di Davos e ha tenuto un discorso dai toni decisamente ostili nei confronti delle istituzioni europee e dei suoi alleati NATO. Parole ostili e di evidente insofferenza che sono state solo in parte mitigate dal fatto che, almeno in questa fase, il Presidente si sia impegnato a non intraprendere azioni militari per il controllo della Groenlandia. Nel suo discorso di oggi, Trump ha detto sostanzialmente tre cose:

  1. Gli Stati Uniti sono il paese più forte del mondo e hanno armi e potenza di fuoco che rendono loro possibile qualunque progetto abbiano in mente (ed è possibile che sia vero).

  2. La NATO per gli Stati Uniti è stata ed è un pessimo affare, poiché gli USA hanno speso moltissimi soldi per proteggere l’Europa senza ottenere, nella lettura di Trump, niente in cambio.

  3. Quello che tutti aspettavano e volevano sentirgli dire: non intende rinunciare al suo progetto di controllo territoriale e di annessione della Groenlandia, ma non per questo intende usare la forza militare contro i Paesi europei.

Perché è importante?

Perché le ultime settimane sono state forse le più complesse di questo secondo ciclo di presidenza Trump, quelle nelle quali più vicina e verosimile è parsa la fine dell’alleanza atlantica e dell’alleanza politica e commerciale tra Stati Uniti ed Europa. Tutti timori che la frettolosa rassicurazione di Trump di non avere intenzione di usare la forza per prendere il controllo della Groenlandia ha solo in parte fugato. Il fatto che Trump non intenda muovere guerra a un paese europeo — ipotesi che probabilmente i mercati paventano più di tutte — non lenisce i rapporti, pessimi, tra USA ed Europa. Rapporti che sembrano essere critici non tanto e non solo per questioni territoriali (la Groenlandia) o commerciali (i dazi, che potrebbero tornare nella loro forma più dura), quanto per ragioni politiche. Dalla scorsa conferenza di Monaco, infatti, l’amministrazione Trump non fa mistero di considerare le istituzioni europee come politicamente ostili. In questo senso vanno anche lette le esplicite dichiarazioni a favore dei gruppi politici anti-UE.

E adesso?

La dichiarazione di Trump circa il fatto che non intende avviare azioni militari contro la Danimarca per il controllo della Groenlandia porterà a una relativa distensione dei toni. D’altra parte, difficilmente scioglierà i temi di contesa principali, in particolare quelli legati ai dazi, al sostegno all’Ucraina e alla reciproca legittimazione politica degli esecutivi americano e europeo.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
POLITICA INTERNAZIONALE

Commissione UE: Von der Leyen al Consiglio Europeo su energia, competitività e Ucraina

POLITICA INTERNAZIONALE

Consiglio Europeo, 19-20 marzo 2026: Ucraina, Medio Oriente, competitività, energia

POLITICA INTERNAZIONALE

L’Austria potrebbe essere il centro di un'enorme operazione di spionaggio russa