News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Pax Silica e la nascita di un ordine tecnologico a cerchi concentrici
Cosa è successo?
Nel paper Pax Silica: alliances, frontier and markets in the geopolitics of the chip (gennaio 2026) di Darío García de Viedma, pubblicato dal Elcano Royal Institute, viene descritto il consolidarsi di un’architettura geopolitica esplicitamente gerarchica nel settore dei semiconduttori. Il nucleo della Pax Silica include Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Singapore, Paesi Bassi, Israele, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Australia, mentre altri attori rilevanti (Unione europea, Canada e Taiwan) restano in una posizione di “guest status”. Questa configurazione istituzionalizza una distinzione netta tra due categorie: gli alleati, pienamente integrati nello stack dei semiconduttori con interdipendenze tecnologiche, finanziarie e di sicurezza; e i clienti, che accedono a chip e modelli in modo transazionale, sotto regole definite da Washington, senza controllo sui colli di bottiglia critici. Il potere di questa struttura è amplificato dal fatto che la catena del valore dei semiconduttori presenta oltre 50 chokepoint in cui una singola regione controlla più del 65% della capacità globale.
Perché è importante?
Pax Silica segna il passaggio da un multilateralismo basato su regole condivise a un sistema di allineamento gerarchico. L’accesso alla tecnologia non è più garantito dal mercato o dalle istituzioni internazionali, ma subordinato alla fedeltà geopolitica. Le catene di fornitura diventano così strumenti di disciplina strategica: includere o escludere non significa solo vendere o negare chip, ma determinare chi partecipa all’innovazione di frontiera e chi resta dipendente. In questo contesto, la neutralità tecnologica delle medie potenze diventa impraticabile, perché stare “nel mezzo” equivale a restare fuori dallo stack dove si crea valore e potere.
E adesso?
Per l’Europa, la frammentazione politica e industriale riduce drasticamente il potere negoziale, nonostante asset cruciali come ASML. Senza una strategia comune di integrazione nello stack (che combini politica industriale, sicurezza e capitale) il rischio è quello di scivolare in una posizione strutturale di rule-taker: soggetto alle regole dell’ecosistema Pax Silica, ma incapace di influenzarne l’evoluzione. In un mondo a cerchi concentrici, la scelta non è più tra autonomia e apertura, ma tra partecipazione piena all’alleanza tecnologica o marginalità controllata.