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Parlamento Europeo: sessione plenaria tra sovranità, geopolitica e fiducia nelle istituzioni

2 min di lettura

Cosa è successo?

La sessione plenaria di questa settimana del Parlamento europeo concentra un’agenda eccezionalmente densa, che intreccia politica estera, sovranità europea e governance interna. I lavori si aprono con un dibattito con António Costa e Ursula von der Leyen sugli esiti del Consiglio europeo di dicembre e sulla necessità di un’Europa più forte e più autonoma. Segue il confronto sulla risposta dell’UE alle rivendicazioni del presidente Donald Trump sulla Groenlandia. In parallelo, l’Aula affronta dossier di politica estera con Kaja Kallas su Iran e Venezuela, votazioni chiave sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina per il 2026–27, le relazioni UE–USA, i diritti dei passeggeri aerei e la possibile richiesta di parere alla Corte di giustizia dell’Unione europea sulla compatibilità degli accordi UE–Mercosur. Completano l’agenda una mozione di censura contro la Commissione, un dibattito sui deepfake basati sull’IA e una seduta solenne per i 40 anni dell’adesione di Spagna e Portogallo all’UE.

Perché è importante?

La concentrazione di temi segnala un passaggio politico delicato: il Parlamento si posiziona come arena centrale dove si saldano sicurezza, commercio e legittimità democratica. La Groenlandia e l’Ucraina mostrano come la politica estera europea sia ormai inseparabile da strumenti economici e finanziari; il voto su UE–USA e Mercosur misura l’equilibrio tra apertura commerciale e tutela dell’ordine giuridico dell’Unione. La mozione di censura e il dibattito sui deepfake toccano invece il tema della fiducia nelle istituzioni e della resilienza democratica nell’era digitale, mentre la celebrazione di Spagna e Portogallo richiama la dimensione storica dell’integrazione in un momento di forte stress geopolitico.

E adesso?

Gli esiti delle votazioni e dei dibattiti di questa settimana definiranno il perimetro politico dei prossimi mesi: dalla capacità dell’UE di rispondere in modo unitario alle pressioni esterne, alla velocità con cui potrà sostenere l’Ucraina, fino alla gestione dei rischi democratici legati all’IA. Il Parlamento esce rafforzato come snodo di indirizzo politico, ma anche esposto: le decisioni su sovranità, commercio e governance interna metteranno alla prova la coesione tra gruppi politici e la credibilità dell’Unione come attore geopolitico e normativo.

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