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Orbite affollate, potere concentrato: la nuova geografia dei satelliti
Cosa è successo?
I dati più recenti sui satelliti in orbita mostrano una concentrazione senza precedenti. Al settembre 2021, circa 4.550 satelliti orbitavano attorno alla Terra, oltre 3.000 dei quali in orbita bassa (LEO). SpaceX da sola controlla circa il 36% dei satelliti operativi (1.655 unità), grazie al programma Starlink, mentre gli Stati Uniti nel complesso detengono più della metà dei satelliti globali (2.804). Oltre il 63% delle piattaforme è dedicato alle comunicazioni, segno che lo spazio è diventato un’infrastruttura digitale critica, non più solo scientifica o militare.
Perché è importante?
La concentrazione di satelliti e capacità di lancio nelle mani di pochi attori privati e di un singolo Paese ridisegna gli equilibri geopolitici e industriali. Comunicazioni, navigazione, osservazione terrestre e servizi cloud dipendono sempre più da reti spaziali private. Per Europa e Italia, che contano rispettivamente 31 e 21 satelliti, emerge un divario strategico che tocca sovranità digitale, sicurezza e resilienza delle infrastrutture.
E adesso?
Con piani come i 42.000 satelliti annunciati da SpaceX, il traffico orbitale aumenterà rapidamente. Per l’Europa diventa urgente investire in costellazioni proprie, regole di gestione dello spazio e capacità assicurative e di risk management per collisioni, detriti e interruzioni di servizio, trasformando lo spazio da vulnerabilità a leva strategica.