News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Orban e Fico hanno portato l’UE allo stallo su Russia e Ucraina
Cosa è successo?
Negli scorsi giorni, l’UE avrebbe dovuto dare il via libera all’ennesimo (20°) pacchetto di sanzioni alla Russia e allo stanziamento dei previsti 90 miliardi di aiuti all’Ucraina.
Niente di tutto questo è, almeno per il momento, stato possibile a motivo dell’opposizione di Ungheria e Slovacchia.
I due Paesi si sono detti contrari perché ritengono che l’Ucraina stia, in realtà e sottobanco, ostacolando gli interessi europei e, soprattutto, quelli di Ungheria e Slovacchia. Il modo in cui Kiev starebbe ostacolando e danneggiando Ungheria e Slovacchia starebbe nel fatto che non ha ancora provveduto a riparare l’oleodotto dell’amicizia russo che attraversa il suolo ucraino e che porta il petrolio russo sino all’Europa orientale, cioè fino a Ungheria e Slovacchia.
Perché è importante?
Per ragioni che hanno a che fare con l’UE e per altre che hanno a che fare con l’Ucraina
Per l’UE:
- Questo ennesimo stallo presenta, ancora una volta, all’UE il conto dell’inadeguatezza delle sue istituzioni che, per il modo in cui sono state progettate, risultano inadeguate a rispondere a situazioni complesse con agilità e velocità.
- Un altro tema di cui questo stallo è indice è il ritardo (e l’oggettiva difficoltà) con cui l’UE ha tentato di interrompere i suoi approvvigionamenti energetici dalla Russia. Benché questi si siano sensibilmente ridotti nel tempo, non si sono mai del tutto interrotti e la scelta circa il proseguirli o meno è sempre rimasta in capo ai singoli Paesi. Così, solo pochi mesi fa si è riusciti a calendarizzare la fine completa degli acquisti di gas russo, prevista per il 2027, mentre per quel che riguarda i rifornimenti di greggio (quelli dell’oleodotto dell’amicizia di cui si parla in questo caso) non è ancora stata calendarizzata la loro fine
Per l’Ucraina:
- L’Ucraina ha urgente bisogno degli stanziamenti europei perché si prevede che entro il prossimo maggio le casse pubbliche ucraine saranno vuote. Questo significa che Kiev potrebbe non fare più fronte alle sue spese quotidiane, dal pagamento degli stipendi (anche dei soldati) al funzionamento di scuole e ospedali.
- Senza gli stanziamenti europei l’Ucraina potrebbe non essere in grado di finanziare in altro modo la sua difesa. Questo, in una fase in cui sono in corso le-faticose e fino a qui del tutto infruttuose- trattative di pace, elide la credibilità negoziale dell’Ucraina
E adesso?
La storia recente ci ha insegnato che Victor Orban (e Robert Fico, il leader slovacco) benché abbiano posizioni ideologiche di grande vicinanza alla Russia di Putin, sono anche dei grandi negoziatori. È successo quasi ogni volta che l’UE dovesse prendere una decisione di sostegno all’Ucraina e di sanzione verso la Russia, che Orban si opponesse. In genere, poi, queste opposizioni sono rientrate a seguito di importanti concessioni europei all’Ungheria e al suo governo. Non sappiamo se e come questo copione potrebbe ripetersi anche questa volta. Soprattutto alla luce del fatto che tra poche settimane in Ungheria si vota e che Victor Orban, in affanno nei sondaggi, ha tutto l’interesse a creare un incidente con l’UE.