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OpenAI chiude Sora e mette i rapporti con Hollywood in freezer

3 min di lettura

Cosa è successo

Lunedì sera, un team Disney e uno di OpenAI lavoravano ancora fianco a fianco sul progetto legato a Sora, l’app di generazione video. Trenta minuti dopo la fine di quella riunione, il team Disney ha scoperto che il prodotto al centro di tutto non esisteva più. La chiusura è arrivata prima internamente — scavalcando ogni protocollo — e poi pubblicamente il giorno dopo. Quello stesso lunedì, OpenAI aveva pubblicato un blog post sugli standard di sicurezza dell'app per i minori.

Nella scia è naturalmente finito anche il deal con Disney, siglato a dicembre per un miliardo di dollari, oltre duecento personaggi in licenza e tre anni di accordo; benché non si fosse mai chiuso dato che nessun soldo aveva cambiato mano.

Perché è importante

I conti non tornavano già da un po’. I costi di compute per Sora si aggiravano — secondo stime di settore — intorno ai 15 milioni di dollari al giorno, ossia circa 5 miliardi l'anno, per un'app che generava meno di 500 mila dollari al mese di ricavi. In tutta la sua vita, con gli acquisti in-app l’incasso è giunto a $2,1 milioni. I download avevano toccato il picco a novembre con 3,3 milioni; a febbraio erano già scesi a 1,1.

Ma non solo: fin dall'inizio, Sora era stato concepito come un guscio consumer attorno a un progetto di ricerca, ossia il tentativo di costruire un world model con comprensione del mondo fisico — componente che Altman aveva collegato esplicitamente al cammino verso l'AGI. La logica era che generare video realistici avrebbe costretto il modello a imparare qualcosa di autentico su fisica, causalità e oggetti. Contributo evidentemente non arrivato in misura rilevante, o comunque non più influente rispetto ad un’alternativa che OpenAI potrebbe aver trovato — nel qual caso, il guscio era diventato solo un peso. Ciò che rimane è un rosario di danni: deepfake di personaggi deceduti, contenziosi sul copyright, perfino una causa sul nome di una feature. Liability in abbondanza; business, pochissimo.

Un taglio pianificato non lascia però un partner in ballo trenta minuti dopo una sessione di lavoro congiunta — e soprattutto non pubblica un blog post sulla sicurezza dell'app il giorno prima di spegnerla.

E adesso?

La ricerca sulla world simulation non sparisce: il team viene riorientato sulla robotics, dove quella comprensione del mondo fisico troverà terreno più fertile. Come prodotto standalone, il video generativo esce invece del tutto dalla traiettoria di OpenAI (API inclusa), senza neanche il passaggio interno a ChatGPT di cui si era vociferato.

Il riposizionamento annunciato da Simo la settimana scorsa trova qui la sua prima vittima. La divisione viene nel frattempo ribattezzata "AGI Deployment". Sora resta nella storia di OpenAI come una delle sue demo più riuscite. Esattamente il problema per cui da oggi non c’è più.

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