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OpenAI apre all'Ue l’accesso all'IA avanzata GPT 5.5 Cyber per prevenire falle nei sistemi informatici
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Cos’è successo
OpenAI ha offerto alla Commissione europea accesso a GPT-5.5-Cyber, la variante più permissiva del suo programma per attività cyber autorizzate. Bruxelles ha accolto l'apertura come segnale di trasparenza. Nei prossimi giorni discuterà chi potrà usarlo, con AI Office e l’agenzia Ue per la cybersicurezza (Enisa) tra i possibili destinatari.
Con Anthropic, invece, il confronto è fermo qualche passo prima. Dopo quattro o cinque incontri con la Commissione, non si parla ancora di accesso a Claude Mythos, il modello general-purpose con capacità cyber avanzate che l'azienda ha riservato a una platea ristretta di partner.
Perché conta
- L'AI Act può definire obblighi e standard, ma sui modelli di frontiera odierni, che ormai trovano vulnerabilità critiche nei software che gestiscono l’infrastruttura digitale globale, serve la possibilità concreta di testarli e seguirne il lancio;
- L'apertura dà a OpenAI una posizione politica più comoda. George Osborne, ex cancelliere dello Scacchiere britannico e oggi responsabile delle relazioni internazionali per OpenAI, ha insistito sul fatto che i lab non dovrebbero essere gli unici arbitri della sicurezza cyber; aprire il modello a difensori e istituzioni europee ne è una dimostrazione plastica. Il regime rimane selettivo, ma con una platea più istituzionale e meno opaca;
- Il Bsi, agenzia cyber tedesca, spinge però il ragionamento oltre la compliance e verso maggiore sovranità. Quando un modello accorcia il tempo tra scoperta di una falla e sfruttamento conta chi vede prima le vulnerabilità e può dunque chiuderle in tempo. Se capacità simili maturano anche in Cina — e lo faranno nel giro di pochi mesi — dipendere da accessi concessi caso per caso dai lab americani diventerebbe una postura fragile;
Adesso
- L'offerta di OpenAI dovrà diventare procedura. Non basta sapere che Bruxelles entrerà nel programma: bisogna capire chi viene ammesso, come vengono controllati gli utenti, quali risultati arrivano agli Stati membri, come viene protetto il modello. La qualità della supervisione si giocherà in quei dettagli;
- Anthropic ora ha meno spazio per tenere insieme cautela e chiusura. Se Mythos è troppo sensibile per un rilascio pubblico, per le autorità europee diventerà imperativo contrattare (anche) con Anthropic per potervi accedere;
- La frontiera cyber dell'AI non aspetterà che Bruxelles completi la propria macchina di controllo. Servono accesso tecnico, competenze interne e canali stabili prima che i rollout si allarghino. Altrimenti il Brussels Effect rischia di ridursi all’ennesima, inefficace promessa normativa davanti a sistemi che l'Europa, non potendo usare in prima persona, rischia di subire.