Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE

One Pager - Iran: perché il conflitto si allarga e quali saranno le conseguenze economiche

5 min di lettura

L’attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran ha assunto in poche ore le dimensioni e la portata di un conflitto regionale. Anche se ancora non sappiamo per quanto tempo e con quali conseguenze, è possibile che la crisi di questi ultimi giorni si ripercuota a lungo sugli equilibri della regione e su quelli mondiali per alcuni mesi.
In particolare, dal punto di vista militare, sono già una decina i Paesi colpiti da attacchi missilistici. Questo perché i missili di Israele e Stati Uniti sull’Iran hanno portato a una rappresaglia da parte della Repubblica islamica che ha colpito (in un modo piuttosto disordinato che, secondo l’Institute for the Study of War, è indice di complessiva debolezza) oltre a Israele anche i numerosi altri Paesi della regione. Paesi che, a vario titolo, ospitano basi americane o sono in rapporti politici di vicinanza con gli Usa. Un elenco di cui fanno parte Giordania, Kuwait, Qatar, Iraq, Arabia Saudita, Emirati Arabi e persino Cipro (Paese Ue che ospita basi britanniche che hanno fornito supporto logistico agli Usa).
Un quadro di grande instabilità che si incunea all’interno di una fetta di pianeta storicamente instabile e conflittuale, nella quale non è chiaro come potranno riposizionarsi i Paesi del Golfo (politicamente non distanti dall’Iran, ma potenzialmente interessati al suo petrolio), Israele, gli Houthi dello Yemen e i gruppi come Hamas a Gaza ed Hezbollah in Libano.

Le conseguenze della chiusura dello stretto di Hormuz

Dal punto di vista economico le conseguenze degli attacchi sono andate molto oltre la regione del Medio Oriente, raggiungendo una scala mondiale. Questo perché le azioni di guerra hanno portato alla chiusura dello stretto di Hormuz, ossia di quella che probabilmente è la via d’acqua più importante e strategica del mondo, una specie di autostrada del mare attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale (oltre 20 milioni di barili al giorno) e un terzo del gas naturale liquefatto.
Alla chiusura dello Stretto, per ordine dei Pasdaran, si è sommata la chiusura della raffineria Saudi Aramco di Ras Tanura, colpita da missili iraniani.
Questo ha portato il greggio al suo più grande rialzo degli ultimi quattro anni, superando gli 80 dollari al barile. Anche se in questa fase non sappiamo quanto durerà la crisi e quanto durerà la chiusura dello stretto ordinata dal Pasdaran, è improbabile che la situazione tornerà alla normalità in breve tempo. E quindi è possibile che i prezzi del greggio rimangano a questi livelli o addirittura cresceranno ancora.

Due scenari

Secondo Financial Times, ci sono due scenari possibili: uno, più conservativo, che prevede che, una volta sospesi i combattimenti, lo stretto venga riaperto, anche se con volumi di traffico inferiori a quelli precedenti il 28 febbraio: in questo quadro la quotazione del petrolio potrebbe attestarsi in modo relativamente stabile attorno agli 80 dollari; un altro scenario, invece prevede la chiusura prolungata dello Stretto, in uno scenario in cui i prezzi del petrolio potrebbero attestarsi oltre i 100 dollari, cosa che porterebbe a grandi rincari su tutta la catena produttiva e che, soprattutto, vedrebbe gli Stati Uniti (attualmente il Paese con le maggiori riserve petrolifere disponibili al mondo; secondo solo al Venezuela, che però ha grandi difficoltà di estrazione) beneficiare della difficoltà dei traffici petroliferi dei Paesi del Golfo e diventare, potenzialmente, il più grande commerciante di greggio del pianeta. Cosa che, ovviamente, ne accrescerebbe a dismisura il potere politico e di trattativa con Paesi Ue, Cina e India.
Inoltre, per quanto paradossale possa sembrare, la sostanziale impercorribilità dello stretto di Hormuz rafforza moltissimo la Russia che, a questo punto, può candidarsi a supplire alle carenze di greggio mediorientale.

Le ragioni dell'attacco, secondo Trump

Infine, occorre leggere la questione dal punto di vista politico. Questo ci porta a una lettura su più fronti.
Il primo riguarda gli USA: le ragioni dell’attacco all’Iran non sono chiarissime. Sì, Donald Trump ha detto di essere a conoscenza del fatto che l'Iran stesse preparando un grande e grave attacco contro gli Stati Uniti e i suoi alleati. Ma queste prove, almeno sino ad ora, non sono state rese pubbliche. Un’altra ragione, secondo Trump, è il fatto che l'Iran fosse prossimo a realizzare un’arma nucleare. Ma questo sarebbe in completa contraddizione con quanto affermato dal presidente Usa pochi mesi fa: dopo gli attacchi di giugno, Trump aveva detto che il programma nucleare iraniano era stato "annientato".
Oltre a questo, va detto, tra Iran e Usa, nonostante i rapporti siano pessimi da sempre (a parte una breve parentesi all’epoca di Obama), erano in corso colloqui di riavvicinamento. In particolare oggetto dei colloqui era la sospensione (o riduzione) delle sanzioni Usa in cambio della fine del programma nucleare iraniano (inclusa la sua declinazione civile).

Gli effetti dell'attacco Usa sulle elezioni di midterm

Infine, occorre considerare quali saranno gli effetti dell'attacco all'Iran sulle elezioni di midterm negli Usa e sul gradimento degli americani, e soprattutto dell'elettorato MAGA, nei confronti del presidente. Una delle promesse chiave di Trump era stata quella di essere un presidente ‘isolazionista’, che si sarebbe in buona sostanza disinteressato di tutte le questioni che non fossero squisitamente Usa. Questa promessa, essenziale per una parte del suo elettorato, sta venendo smentita con i fatti, con l'attacco al Venezuela e ora all'Iran, e sono prevedibili conseguenze sulle elezioni di metà mandato di novembre.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
POLITICA INTERNAZIONALE

Commissione UE: Von der Leyen al Consiglio Europeo su energia, competitività e Ucraina

POLITICA INTERNAZIONALE

Consiglio Europeo, 19-20 marzo 2026: Ucraina, Medio Oriente, competitività, energia

POLITICA INTERNAZIONALE

L’Austria potrebbe essere il centro di un'enorme operazione di spionaggio russa

One Pager - Iran: perché il conflitto si allarga e quali saranno le conseguenze economiche | FPS Updates