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Oggi il vertice Italia-Africa ad Addis Abeba per verificare l’avanzamento del Piano Mattei
Cosa è successo?
Oggi 13 febbraio, all’Addis International Convention Center di Addis Abeba in Etiopia, si svolge il secondo vertice Italia-Africa, il primo organizzato direttamente sul continente africano, in concomitanza con la 39ª Assemblea dell’Unione Africana a cui la Presidente Meloni parteciperà in qualità di ospite d’onore.
Il vertice arriva a due anni dal lancio del Piano Mattei, che prevede un investimento di circa 5,5 miliardi di euro. L’incontro rappresenta una tappa di verifica sullo stato di avanzamento dei progetti e sugli strumenti finanziari attivati.
Secondo le stime governative, nel 2025 sarebbero state mobilitate risorse per oltre 1,3 miliardi di euro attraverso questi strumenti e il numero dei Paesi coinvolti è passato da 9 a 14, con possibile ulteriore estensione nel 2026. Tra i progetti più rilevanti ci sono: il Corridoio di Lobito, programmi agricoli in Algeria, iniziative energetiche, formazione tecnica e gestione delle risorse idriche.
Perché è importante?
Alcuni elementi:
- La coincidenza con il summit dell’Unione Africana è un segnale politico: l’Italia cerca di inserire il Piano Mattei in un dialogo continentale, non solo bilaterale con alcuni Paesi;
- il Piano non si basa solo su aiuti diretti ma su strumenti finanziari per moltiplicare l’effetto delle risorse pubbliche, puntando ad attrarre investimenti privati, grazie al coinvolgimento di attori come CDP, Sace e la Banca Africana dello Sviluppo;
- Il Piano combacia anche con gli obiettivi del Global Gateway dell’UE, il programma europeo da 300 miliardi per infrastrutture e connessioni strategiche;
- L’aumento dei Paesi coinvolti e la presenza di una ventina di capi di Stato e di governo indicano un interesse concreto al confronto e alla volontà di voler evitare meccanismi predatori usati in passato verso il continente africano.
E adesso?
Ora il Piano Mattei deve dimostrare di generare risultati concreti, non solo riallocare fondi già esistenti sotto una nuova etichetta. Nel dibattito restano dubbi sulla reale entità delle risorse mobilitate e sulla capacità di evitare squilibri a favore degli interessi europei, ad esempio sulla fornitura energetica. Allo stesso tempo, l’aumento dei Paesi coinvolti e la partecipazione ai tavoli multilaterali indicano che, al netto delle critiche, diversi partner africani considerano utile provare a cimentarsi in questo progetto.