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Niulinx lancia la sfida ai robotaxi di Stati Uniti e Cina

3 min di lettura

Cosa è successo

Niulinx è una start-up italiana nata con l'obiettivo di portare sul mercato un servizio di robosharing e che punta a colmare il vuoto che separa l'Europa da Stati Uniti e Cina nel campo della guida autonoma: la risposta europea ai robotaxi di Elon Musk e agli avanzati mezzi cinesi.

La società, guidata dal Ceo Luca Foresti, conta già oltre 60 ingegneri e data scientist. L'11 aprile è stato chiuso un round di finanziamento da 38 milioni di euro, il più grande mai realizzato in Italia nel settore. A2A e CDP Venture Capital guidano l'operazione con 10 milioni ciascuno. Al loro fianco: AFL, Ferrovie dello Stato, Pirelli, VC Partners SGR, MOST, Fondazione ICO Falck e due investitori individuali di livello internazionale — Emilio Frazzoli (già CTO di nuTonomy) e Stefano Bernardi.

La tecnologia nasce dal gruppo di ricerca AIDA del professor Sergio Matteo Savaresi, direttore del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano. Non si tratta solo di un'idea: nel 2025 i veicoli autonomi di Niulinx hanno già girato sulle strade di Brescia. Ma come funziona? Si tratta di veicoli elettrici in grado di raggiungere il cliente autonomamente, consentire la guida umana fino a destinazione e poi dirigersi autonomamente verso una stazione di ricarica wireless o un nuovo cliente. Un servizio ibrido rispetto a quelli già operativi Oltreoceano.

Perché è importante

Il mercato globale della guida autonoma vale oggi oltre 50 miliardi di dollari e potrebbe toccare i 300 miliardi entro il 2035. Nel frattempo, l'Europa guarda da bordo campo: nessun player continentale ha ancora la scala per competere con Waymo, Tesla o le controparti cinesi. Niulinx punta a essere la risposta europea — non copiando il modello americano, ma costruendo un approccio regulatory-first, ottimizzato per le regole e le infrastrutture del Vecchio Continente, e distribuito attraverso un modello di franchising con operatori locali. Il timing non è casuale: il Regolamento europeo sull'omologazione dei veicoli autonomi sta maturando, e chi entra adesso con tecnologia certificabile avrà un vantaggio strutturale difficile da colmare.


“L’Europa ha bisogno di una propria industria della guida autonoma, costruita sulle sue regole, i suoi valori e le sue infrastrutture. Niulinx sarà protagonista di questa rivoluzione", afferma il Ceo di Niulinx Luca Foresti. "Con questo investimento, il primo diretto di A2A Life Ventures in una startup, contribuiamo a trasformare un progetto di sperimentazione in una concreta realtà industriale", aggiunge Patrick Oungre, Ceo di A2A Life Ventures.

E adesso?

I 38 milioni finanzieranno tre traiettorie precise:
•Stack tecnologico completo: dalla percezione ambientale al controllo del veicolo, fino alla gestione remota della flotta — e il percorso di omologazione europea.
•Team: da 60 a oltre 100 ingegneri e data scientist.
•Espansione: l’avvio del modello di franchising prevede la stipula di accordi con operatori locali in mercati chiave europei, a partire dalla Germania.


La prossima fase sarà decisiva. L'Europa ha aspettato a lungo per lanciarsi nel settore: ora ha una start-up con cui giocarsi la partita.

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