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Niente nuovo Siri AI su iPhone in Ue per 450 mln di persone, Apple contro la Commissione Ue

Cos’è successo
Al WWDC di lunedì Apple ha presentato Siri AI, il più grande aggiornamento dell'assistente in quindici anni: legge schermo, messaggi, mail e foto, e agisce dentro le app per conto dell'utente. Per via del Digital Markets Act (DMA) — la legge europea che disciplina i grandi "gatekeeper" del digitale — però, nell'Unione il nuovo assistente non arriverà su iPhone e iPad. Gli utenti europei potranno beneficiarne su altre piattaforme Apple, come Mac e Vision Pro (non coperte dal DMA vista la loro scala di distribuzione enormemente inferiore rispetto a iOS), ma non sul telefono e sul tablet, cioè proprio quelle dove l'assistente conta di più.
Non è la prima volta: già nel 2024 Apple aveva tenuto Apple Intelligence fuori dall'Europa, salvo portarcela ad aprile 2025 dopo mesi di trattativa. Stavolta, però, non c'è una scadenza, e a restare a bocca asciutta sono circa 450 milioni di cittadini e — dettaglio non secondario — gli sviluppatori europei, esclusi dal testare e costruire sulle nuove funzioni di Siri proprio mentre i colleghi altrove ci lavorano.
Perché conta
L'esito è un autogol che, tristemente, conosciamo bene. Una norma nata per aprire la concorrenza toglie ai cittadini europei la funzione di punta, e lascia fuori gli sviluppatori del continente proprio mentre i rivali ci costruiscono sopra.
- Il DMA impone l'interoperabilità — l'obbligo di aprire le proprie funzioni ai concorrenti — per evitare che i gatekeeper li soffochino, un fine sacrosanto. Ma nell'assistente AI quei concorrenti, oggi, sono soprattutto americani (Anthropic, OpenAI, etc.), non realtà europee. L'Europa si priva così della novità più attesa per livellare un campo i cui beneficiari restano statunitensi: il sacrificio dei propri cittadini non compra un grammo di quella sovranità tecnologica di cui Bruxelles ama riempirsi la bocca;
- Apple naturalmente marcia molto su questo, l'azienda intitola il proprio comunicato "Due to DMA", mette la colpa in prima riga e accusa i regolatori di una "interpretazione estrema" e di rifiutarsi di collaborare — un po’ a voler trasformare i propri utenti europei in una leva di pressione su Bruxelles. Con un precedente eloquente: secondo la Free Software Foundation Europe, a 56 richieste formali di interoperabilità, Apple non ha mai risposto con una soluzione. Davanti all'obbligo di aprire, sceglie di trattenere;
- Il cortocircuito, del resto, è strutturale. Il modello di Apple vive di integrazione e controllo, quello del DMA di apertura forzata: due logiche che non si incontrano. E le multe — fino al 10% del fatturato globale — pesano su chi vende hardware molto più che su chi vive di pubblicità, mentre l'Europa vale circa il 7% dei ricavi Apple. L'azienda ha così sia il movente sia la leva per trattenere, com'era prevedibile già un anno fa, quando una funzione come l'iPhone Mirroring restò (e rimane tuttora) fuori dall'Europa.
Adesso
- Lo stallo, per ora, conviene ai due contendenti più che agli utenti. La Commissione ha ribadito che il DMA non si tocca; Apple, che senza "tutele adeguate" non si muove. Nel mezzo gli europei, che rischiano di avere Siri AI tardi o mai. Da seguire se emergerà un compromesso che salvi la faccia a entrambi — Apple ne aveva proposto uno, il "Trusted System Agent", bocciato dalla Commissione — o se la trincea reggerà;
- Ma la questione va oltre Apple. È la stessa Europa che raccontiamo da mesi: regola mercati in cui non ha campioni, e così il colpo va a vuoto due volte. I cittadini perdono funzioni e gli sviluppatori terreno, mentre la concorrenza che si vorrebbe favorire non è di casa. È già successo col cloud sovrano, con l'app per l'età finita a colabrodo, col pressing sui dati di Google. La diagnosi è giusta — il potere dei gatekeeper è reale — ma lo strumento continua a sottrarre invece di costruire;
- Il DMA voleva fare dell'Europa un posto dove l'utente ha più scelta; il risultato vissuto è meno funzioni, più tardi, per 450 milioni di persone, e una "scelta" che, quando arriverà, spalancherà la porta soprattutto ai rivali americani di Apple. Finché il continente non avrà qualcosa di proprio da far passare per quella porta, continuerà a forzarla solo per lasciar entrare il freddo.