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National Security Strategy USA: cosa cambia per l’Europa e l’Italia
Cosa è successo?
Gli Stati Uniti hanno pubblicato la National Security Strategy 2025, che segna una svolta netta verso un’impostazione “America First” più esplicita e sistemica. Il documento mette al centro deterrenza nucleare, superiorità militare e tecnologica (AI, quantum, spazio), reindustrializzazione, dominio energetico e riduzione del free-riding degli alleati. Sul piano geopolitico, Washington chiede un aumento significativo del burden-sharing europeo (fino al 5% del PIL per la difesa NATO), riafferma una linea dura sulla Cina (supply chain, tecnologia, Indo-Pacifico) e punta a stabilizzare l’Europa riducendo l’escalation in Ucraina, spingendo però gli alleati a farsi carico della sicurezza regionale.
Perché è importante?
Per Europa e Italia la strategia implica meno ambiguità: la protezione americana non è più “scontata”. Difesa, energia e industria tornano ad essere pilastri di sovranità. L’insistenza USA su reindustrializzazione, sicurezza delle supply chain e autonomia energetica accentua il divario con un’UE ancora frammentata su difesa, nucleare, tecnologie critiche e spesa militare. Per l’Italia, Paese manifatturiero ed energeticamente vulnerabile, la NSS rende evidente che competitività industriale e sicurezza nazionale coincidono sempre più.
E adesso?
L’Europa dovrà accelerare su difesa comune credibile, capacità industriali militari, energia stabile (nucleare incluso) e tecnologie dual-use. Per l’Italia la priorità è trasformare questa pressione in leva: più investimenti in difesa e spazio, filiere strategiche (energia, materiali critici, AI), e un ruolo attivo nel Mediterraneo come asset di sicurezza europea. La finestra 2025-2030 sarà decisiva: chi non si adegua rischia marginalità strategica.