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MSC-ENSG: Presentato il report sulla deterrenza nucleare
Cosa è successo?
Nell’ambito del Conferenza sulla Sicurezza di Monaco è stato presentato il report "Mind the Deterrence Gap: Assessing Europe's Nuclear Options", redatto dallo European Nuclear Study Group (ENSG). Il report si occupa di analizzare la situazione della difesa nucleare europea, al momento praticamente inesistente. O meglio: non esistente a livello europeo e esistente (con arsenali limitati: poche centinaia di testate) a livello nazionale. Nel dettaglio, solo un Paese europeo, la Francia, ha testate nucleari; l’altro, il Regno Unito, è alleato dell’UE ma non ne è più parte.
Sulla base di questo, e sulla base del fatto che l'Europa è entrata in una nuova era di instabilità nucleare, dovuta alla rinnovata aggressività russa e all’instabilità e inaffidabilità del supporto statunitense, il report mette in luce come si sia creato un "Deterrence Gap" (Vuoto di Deterrenza).
- Secondo il report, il "gap" si manifesta in due modi:
- Divario in termini di numero e potenza di testate
- Divario in termini di credibilità.
Quest’ultimo punto è quello che il report approfondisce di più mettendo in luce come l'Europa, in questo senso, manchi di una leadership chiara.
Perché è importante?
Sulla base di questi dati di fatto, secondo il report dinanzi ai Paesi europei si aprono cinque opzioni strategiche diverse, le prime due più semplici e già attuabili; le ultime tre molto più politicamente complesse e economicamente onerose.
- Continuità con la deterrenza estesa degli USA. Rimane l'opzione più credibile e tecnicamente pronta nel breve termine, ma richiede che l'Europa aumenti massicciamente il suo contributo finanziario e politico per mantenere l'impegno di Washington.
- Delega a Francia e Regno Unito. Prevede che le due potenze nucleari europee estendano esplicitamente la loro protezione al resto del continente. Tuttavia, ciò solleva dubbi sulla sufficienza dei loro arsenali e sulla sovranità nazionale nelle decisioni di lancio.
- La creazione di un deterrente Nucleare Comune Europeo: si potrebbe trattare di un'opzione federale che prevedrebbe il finanziamento e la gestione collettiva (UE) di un arsenale. È giudicata la più complessa dal punto di vista legale, politico e istituzionale, quasi irrealizzabile nel clima attuale.
- Nuovi accordi di condivisione nucleare (Nuclear Sharing): si tratterebbe di estendere il modello attuale (testate USA ospitate in paesi come Germania e Italia) ad altri paesi europei o creare nuovi modelli di cooperazione tecnica e finanziaria tra alleati.
- Sviluppo di capacità nazionali (Proliferazione). L'ipotesi che singoli stati europei possano cercare di acquisire armi nucleari proprie. Il rapporto avverte che questa sarebbe l'opzione più destabilizzante, capace di frammentare la NATO e l'UE.
E adesso?
Alla luce di tutto questo, l'ENSG mette in chiaro che, quando si parla di deterrenza nucleare, non esiste un ‘proiettile d’argento’ che possa risolvere in modo semplice e univoco la situazione. Però secondo i relatori, i Paesi UE dovrebbero attrezzarsi in tempi brevi per investimenti immediati, così da avere maggiori opzioni di scelta.