News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Minerali critici, riunione a Washington per costruire una coalizione globale alternativa alla Cina
Cosa è successo?
Antonio Tajani ha partecipato a Washington a una riunione ministeriale internazionale sui minerali critici, promossa dagli Stati Uniti. All’incontro ha partecipato una delegazione di circa 50 Paesi composta da: i Paesi del G7, numerosi membri dell’Unione Europea e un gruppo ampio di Paesi di Africa, America Latina e Asia, molti dei quali sono produttori o trasformatori di materie prime strategiche.
Il vertice si colloca nel quadro della Mineral Security Partnership, che gli Stati Uniti stanno ampliando oltre il perimetro tradizionale del G7.
Durante la riunione è stato illustrato anche Project Vault, il piano statunitense per la creazione di una riserva strategica di minerali critici.
Perché è importante?
Il vertice di Washington segna un passaggio da iniziative limitate al G7 a un coordinamento globale più ampio sulle materie prime critiche.Per la prima volta, Stati Uniti ed Europa coinvolgono direttamente Paesi di Africa e America Latina, molti dei quali dispongono di riserve significative di minerali critici e terre rare, in parte ancora inesplorate o non sfruttate.
L’obiettivo dichiarato è costruire catene di approvvigionamento alternative a quelle oggi dominate dalla Cina, che controlla il 70-90% dell’estrazione e soprattutto della raffinazione globale di questi materiali. Il confronto non riguarda solo l’accesso alle risorse, ma anche il controllo delle fasi industriali, degli investimenti e delle infrastrutture collegate.
E adesso?
Dopo il vertice politico, il dossier entra nella fase operativa. Gli Stati Uniti intendono trasformare il coordinamento multilaterale in accordi concreti su investimenti, estrazione, raffinazione e stoccaggio dei minerali critici.
Project Vault rappresenta il primo strumento nazionale già strutturato: una riserva strategica finanziata, operativa e aperta alla partecipazione delle imprese.