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Meta sceglie i chip di Amazon per far funzionare i suoi assistenti AI

Cosa è successo
Meta e AWS hanno firmato un accordo pluriennale — tre-cinque anni, stando ai dettagli resi pubblici — per l'accesso a decine di milioni di core Graviton5, il chip CPU di Amazon. Meta userà Graviton per i workload agentici: orchestrazione, ricerca, esecuzione di codice, i passaggi intermedi che un agente AI compie tra una richiesta dell'utente e il risultato finale. L'accordo fa di Meta uno dei cinque maggiori clienti Graviton di AWS. I termini economici esatti non sono stati comunicati, ma le parti li quantificano in miliardi di dollari su più anni.
Perché è importante
Da anni il racconto dell'AI è quasi interamente una storia di GPU: Nvidia, acceleratori, cluster da miliardi di dollari. Le CPU — i chip generalisti che fanno girare il resto del computer — erano scivolate sullo sfondo, dimenticate nell'era del deep learning. Con gli agenti AI, adesso, stanno iniziando a tornare sul conto.
Quando un modello risponde a una domanda, il carico cade soprattutto sulle GPU. Quando un agente gestisce una task complessa — prenotare un viaggio, scrivere e testare del codice, coordinare più strumenti in sequenza — quella singola richiesta si trasforma in dozzine di operazioni intermedie: ricerche, chiamate ad API esterne, verifica dei risultati, gestione dello stato del processo. Tutta orchestrazione, che gira sulle CPU.
- Con 3,6 mld di utenti giornalieri sulle sue app e un'ambizione agentica dichiarata, anche un incremento modesto del traffico agente produce una bolletta CPU di scala industriale. Il Graviton5, con 192 core e una cache cinque volte superiore alla generazione precedente, è stato scelto esplicitamente per quel layer.
- Dal punto di vista di AWS il deal vale più del valore contrattuale; Andy Jassy aveva già detto agli azionisti che il business interno sui chip supera i 20 miliardi di ricavi annui, e che ne varrebbe quasi $50 se contato come azienda standalone. Graviton è il livello che fa funzionare gli agenti su scala; per AWS, che tiene i chip nei propri data center e li vende come servizio ricorrente invece che cederli al cliente, è anche un modello di business più difendibile di quello di Nvidia.
- La mappa delle dipendenze di Meta, invece, continua ad allargarsi. Nel solo 2026 l'azienda ha siglato accordi multimiliardari con Nvidia, AMD, ARM, CoreWeave, Nebius, Google per le TPU, Broadcom per i chip MTIA e ora AWS per Graviton. Santosh Janardhan, responsabile dell'infrastruttura Meta, ha detto esplicitamente che diversificare le fonti di compute è un imperativo strategico. Nessuna singola architettura serve in modo efficiente ogni tipo di workload. Un data center moderno vuole GPU per il training e l'inferenza dei modelli grandi, CPU per l'orchestrazione agentistica, chip custom per i task ripetitivi ad alto volume.
E adesso?
- La prossima scarsità nell'AI potrebbe non avere la forma di una GPU introvabile ma di un agente in attesa di un core CPU libero. Il Graviton5 è la risposta di Amazon a quel punto della stack, e Meta è forse la prova di concetto più credibile che potesse trovare. Per Intel, che sulle CPU ha costruito decenni di dominio — poi visto erodersi nell'era del deep learning — il segnale è difficile da ignorare.