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Mercato unico o marginalità: la sfida di von der Leyen ai leader europei

2 min di lettura

Cosa è successo?

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha inviato una lettera a tutti i leader nazionali dell’Unione Europea in vista del working retreat che si terrà giovedì al castello di Alden Biesen, in Belgio. Al centro dell’incontro ci sarà la competitività dell’UE di fronte a rivali come Stati Uniti e Cina, con una priorità chiara: integrare meglio il mercato unico e sfruttare la dimensione dell’economia europea per evitare che il continente venga marginalizzato.

Nella lettera, von der Leyen avverte che il mondo è sempre più “plasmato dalla forza bruta, dalla rivalità strategica e dalla strumentalizzazione delle dipendenze”. In questo scenario, sostiene, l’unica risposta è rafforzare la competitività europea per sostenere “la nostra spinta verso l’indipendenza”. Il messaggio è diretto: l’Europa deve rimuovere gli ostacoli che ancora limitano il pieno funzionamento del mercato unico.

Perché è importante?

Il mercato unico è la principale forza dell’Unione, ma resta incompleto. Servizi frammentati, mercati dei capitali poco integrati, regole diverse tra Stati membri: tutto questo riduce la capacità delle imprese europee di scalare, innovare e competere su scala globale. In un momento in cui, anche se con metodi diversi, Stati Uniti e Cina utilizzano in modo massiccio politiche industriali e leve strategiche, l’Europa rischia di restare penalizzata se non rende più efficiente il proprio sistema interno.

C’è poi un elemento geopolitico. Von der Leyen lega esplicitamente la competitività all’indipendenza: in un mondo dove le dipendenze economiche possono essere “armate” – dall’energia ai semiconduttori – rafforzare il mercato unico significa ridurre la vulnerabilità. Un’Europa più integrata economicamente è un’Europa più resiliente politicamente.

E adesso?

Adesso la sfida è trasformare l’appello politico in decisioni concrete. Il ritiro di Alden Biesen non è un vertice formale con conclusioni legislative immediate, ma serve a capire se esiste una vera convergenza tra i 27 su come rilanciare la competitività europea.

Nei prossimi mesi la Commissione dovrà tradurre questa linea in proposte operative: semplificazione normativa, revisione delle regole che ostacolano l’integrazione del mercato unico, avanzamento dell’Unione dei mercati dei capitali e misure per rafforzare la base industriale europea. Ma tutto questo richiederà compromessi tra visioni diverse su deregolamentazione, politica industriale e utilizzo della spesa pubblica.

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