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Mattarella negli Emirati Arabi: l’Italia e gli accordi commerciali con Abu Dhabi
Cosa è successo?
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato in visita ufficiale negli Emirati Arabi Uniti, a conferma del forte rilancio dei rapporti bilaterali con Abu Dhabi. La visita arriva dopo la missione in Italia di una delegazione economica emiratina guidata dal Dipartimento per lo Sviluppo Economico (Added) e si inserisce nella partnership strategica Italia–EAU annunciata nel 2025, sostenuta da impegni di investimento fino a 40 miliardi di dollari.
I dati confermano l’accelerazione: oltre 680 imprese italiane operano negli EAU, nel 2025 le nuove aziende italiane ad Abu Dhabi sono cresciute del 29% e il commercio bilaterale non petrolifero ha raggiunto 7,9 miliardi di dollari (+14,6%).
Perché è importante?
Il coinvolgimento diretto del Presidente garantisce continuità istituzionale a una relazione che supera i cicli politici e rafforza la posizione dell’Italia come partner europeo privilegiato di Abu Dhabi.
Il punto non è l’aumento degli scambi in sé, ma la qualità degli accordi già firmati. La partnership Italia–EAU non si limita a flussi commerciali: è costruita su impegni di investimento formalizzati fino a 40 miliardi di dollari, indirizzati verso settori strategici e non facilmente reversibili.
Gli accordi siglati e le iniziative già avviate riguardano:
- intelligenza artificiale e data center, con Abu Dhabi che punta a usare l’Italia come base industriale e tecnologica europea;
- transizione energetica e infrastrutture, dove il capitale emiratino entra in filiere italiane già esistenti;
- manifattura avanzata e agritech, con cooperazione diretta tra ecosistemi produttivi, non semplici acquisizioni finanziarie;
- PMI, start-up e ricerca, tramite accordi istituzionali con attori come Assolombarda e Confagricoltura, che trasformano il rapporto in una piattaforma stabile di collaborazione industriale.
In questo quadro, la visita di Sergio Mattarella serve a istituzionalizzare politicamente una relazione economica già avanzata, garantendo affidabilità, continuità e protezione diplomatica a investimenti di lungo periodo.
E adesso?
Nel breve periodo, l’effetto concreto sarà l’esecuzione degli accordi già firmati, più che nuovi annunci. Questo significa: avvio di progetti industriali e tecnologici in Italia finanziati da capitali emiratini e ulteriore crescita della presenza di imprese italiane ad Abu Dhabi, che usano l’Emirato come hub verso Medio Oriente, Africa e Asia.