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Lovable approda su iOS e Android e supera il filtro di Apple, mentre Replit e Anything restano bloccati dall'App Store

Cosa è successo
Lovable ha portato su iOS e Android un'app mobile per creare siti e web app con prompt, ricevere notifiche quando una build è pronta e riprendere da desktop lo stesso progetto. Il passaggio più delicato è l'approvazione sull'App Store, arrivata poche settimane dopo i blocchi ad altri strumenti di vibe coding.
Apple ha fermato gli aggiornamenti di Replit e Vibecode e rimosso Anything dall'App Store citando la regola 2.5.2, che vieta alle app di scaricare, installare o eseguire codice capace di introdurre o modificare funzionalità dopo l'approvazione. Anything sostiene che la sua app iPhone sia stata approvata a novembre 2025, bloccata sugli aggiornamenti da metà dicembre, ripristinata per meno di un giorno ad aprile 2026 e poi rimossa di nuovo; Replit, valutata $9 miliardi, dice che la sua app è ferma in review da mesi e il CEO Amjad Masad ha definito falsa la spiegazione di Apple, dicendo di poterlo dimostrare in tribunale. Lovable sembra aver evitato lo stesso problema scegliendo il percorso più compatibile con Cupertino: siti e web app, preview nel browser, iPhone come interfaccia per avviare e seguire i progetti anziché come ambiente in cui eseguire software non revisionato.
Perché è importante
Con Lovable diventa più leggibile il confine che Apple sta provando a tenere: su iPhone il vibe coding può entrare se resta web-based, usa il browser e non cambia la propria funzionalità dopo l'approvazione. Quando somiglia a un ambiente di sviluppo nativo, capace di creare, testare o distribuire software per iOS, finisce nel territorio che Apple considera fuori dal controllo preventivo.
- Una ragione tecnica c'è, perché codice generato o scaricato dopo l'approvazione rende più difficile garantire sicurezza, privacy e qualità. La fragilità sta nell'applicazione, ancora opaca. Anything è stata rimossa anche dopo aver provato a spostare le preview nel browser; Replit sostiene di non scaricare codice sul dispositivo, mentre Vibecode avrebbe smesso di sviluppare funzioni legate a iPhone per concentrarsi sul web. Apple però non tiene l'AI coding fuori dal proprio ecosistema, nel frattempo: lo porta anzi dentro Xcode, lo strumento ufficiale che mantiene la creazione di software nel suo percorso controllato;
- Il controllo preventivo dell'App Store funziona quando l'oggetto è stabile, come per un'app. Con il vibe coding l'oggetto si muove, perché la stessa app può diventare una fabbrica di altre app, un ambiente di preview o un ponte verso pubblicazioni esterne. Apple non deve più valutare soltanto ciò che arriva al momento del controllo, ma anche ciò che potrà essere generato dopo.
E adesso?
Per gli app builder AI, Lovable offre una mappa provvisoria: iOS come superficie creativa, tra prompt, notifiche, gestione del progetto e output web. Il codice che cambia l'esperienza o punta alla distribuzione nativa deve restare fuori dall'app approvata o rientrare nei canali ufficiali.
- Compromesso che regge finché la categoria resta gestibile, ma gli agenti rendono la creazione di software più economica, più frequente e meno dipendente da sviluppatori professionisti; i dati Sensor Tower citati dal Financial Times indicano già un aumento del 30% anno su anno delle app iOS pubblicate nel 2025;
- Apple dovrà scegliere se scrivere regole nuove per gli app builder AI o adattare norme nate in un altro ciclo tecnologico. Continuare caso per caso le lascia discrezionalità, ma aumenta l'esposizione: rende imprevedibile l'accesso all'App Store e offre ai regolatori un argomento quasi perfetto se una regola di sicurezza finisce per decidere quali alternative a Xcode possono crescere su iOS.