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Le scorte Usa di missili Patriot sono scese da 2.330 a meno di 830 dopo la guerra con l'Iran

Cos’è successo
Il vicesegretario alla Difesa Steve Feinberg ha comunicato ai vertici dell'industria della difesa un termine massimo di 21 giorni di tempo per presentare piani di produzione "significativamente più rapidi e aggressivi" per le capacità militari critiche, dopo che il conflitto con l'Iran ha eroso le scorte statunitensi di intercettori missilistici. La comunicazione sarebbe avvenuta il 5 agosto. Secondo un'analisi del Center for Strategic and International Studies (Csis), le scorte di intercettori Patriot sono scese da 2.330 unità prima della guerra a un intervallo tra 759 e 827, mentre quelle THAAD sono passate da 452 a un range tra 234 e 278.
Perché conta
- Il memo di Feinberg respinge i "cicli di sviluppo pluriennali" come "non più accettabili" e chiede alle aziende di proporre investimenti di capitale specifici, espansioni degli impianti e la disponibilità a "metterci la faccia" dal punto di vista finanziario; le risposte, secondo il portavoce del Pentagono Sean Parnell, contribuiranno a definire la richiesta di budget per l'anno fiscale 2028;
- La scadenza dei 21 giorni è stata comunicata a Boeing, Lockheed Martin e RTX: quest'ultima ha già ricevuto in luglio il primo ordine di produzione domestica per intercettori Patriot GEM-T in oltre 30 anni, un contratto con l'Esercito da circa 442 milioni di dollari, mentre il 27 luglio il dipartimento ha firmato con L3Harris accordi settennali che quasi triplicano la produzione dei componenti di propulsione per i PAC-3 MSE e la quadruplicano per i THAAD;
- Il vero collo di bottiglia non è la domanda ma i tempi di consegna: il Csis stima che occorrano circa 42 mesi per un nuovo intercettore Patriot PAC-3 MSE e circa 53 mesi per un THAAD, il che significa che anche un'accelerazione immediata della produzione non tradurrà in intercettori disponibili per diversi anni.
Adesso
- La guerra con l'Iran è il detonatore immediato, ma la scarsità aggrava un problema già visibile in Ucraina, dove l'Europa fatica da mesi a trovare Patriot da donare a Kiev, che a luglio ha intercettato solo 29 dei 195 missili balistici russi lanciati contro il Paese proprio per carenza di intercettori PAC-2 e PAC-3: gli stessi sistemi servono contemporaneamente nel Golfo, dove proteggono le petroliere e le basi americane dalle minacce Houthi e iraniane, e in Europa, e le scorte Usa restano insufficienti per coprire entrambi i fronti allo stesso tempo;
- Il memo guarda oltre il conflitto iraniano: Feinberg ha individuato 16 programmi critici per una produzione accelerata nella revisione del budget 2028, tra cui il Next Generation Interceptor, il sistema NASAMS, un radar mobile per la difesa aerea e un sistema di tracciamento missilistico basato nello spazio, segno che Washington si prepara a una domanda simultanea su più teatri e non più sequenziale;
- La stessa urgenza riflette la ricomposizione "post-americana" del Medio Oriente di cui si parla in questi giorni: mentre attori regionali come il nuovo patto di difesa tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia si assicurano contro un ombrello di protezione statunitense meno scontato, Washington scopre di non avere scorte sufficienti per armare l'Ucraina, proteggere le rotte del Golfo e prepararsi a un'eventuale competizione con la Cina tutte insieme, proprio mentre il Pentagono deve ancora fare i conti con le richieste di equipaggiamento pesante che arrivano da Taiwan e dagli alleati asiatici.