News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Le conseguenze della guerra in Iran per l’Ucraina
Cosa è successo?
L'operazione militare USA-Israele contro l'Iran ha immediatamente spostato le priorità del Pentagono e della Casa Bianca, lasciando l'Ucraina in una posizione di marginalizzazione. I colloqui di pace previsti per il 5 e il 6 marzo ad Abu Dhabi non sono stati confermati proprio a causa delle minacce in corso nel Golfo, ma il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha precisato che "nessuno ha cancellato l'incontro", proponendo Turchia o Svizzera come sedi alternative.
La Russia però sta continuando ad attaccare senza sosta: nella sola notte del 26 febbraio, Mosca ha lanciato 420 droni e 39 missili, in gran parte abbattuti dalle difese aeree ucraine, ma il ritmo di logoramento è insostenibile senza rifornimenti costanti. Come riportato da Politico, l'ex vice ministra della Difesa ucraina, Kateryna Chernohorenko, ha già lanciato l'allarme: le aziende ucraine devono comprare subito scorte critiche di componenti per reggere i prossimi 12-24 mesi. L'UE, dal canto suo, non ha ancora finalizzato il prestito da 90 miliardi promesso e senza nuovi fondi urgenti l'Ucraina andrà incontro a un deficit di bilancio già il mese prossimo.
Perché è importante
Il problema centrale non è solo l'attenzione politica di Trump, ma la concreta scarsità di missili intercettori PAC-3 per i sistemi Patriot: gli stessi vengono ora usati in Medio Oriente, e né gli USA né l'Europa hanno scorte pronte da cedere. Ed Arnold del Royal United Services Institute (RUSI), lo sintetizza bene: è impossibile tenere Trump concentrato sull'Ucraina mentre ha appena aperto un altro fronte. Il presidente russo, Vladimir Putin, nel frattempo non ha fretta: gioca sul lungo periodo con Cina e Corea del Nord, avvantaggiato anche dalla drastica riduzione delle risorse che gli Stati Uniti destinano all'Ucraina da quando si è insediata l'amministrazione Trump. Il rischio è che l'Occidente si trovi a gestire due guerre senza la capacità per sostenerle entrambe.
E adesso?
Dal parlamento ucraino emergono letture divergenti sul futuro del conflitto: Oleksandr Merezhko, presidente della commissione Affari Esteri della Verkhovna Rada, sostiene che ci siano "certi vantaggi" nell'attacco all'Iran, perché isola la Russia e dimostra che Ucraina e USA combattono lo stesso "asse del male", di cui fanno parte Corea del Nord e Cina. Yehor Chernev, vicepresidente della commissione Sicurezza Nazionale e Difesa della Verkhovna Rada, è più pragmatico: la guerra in Iran proseguirà "in parallelo" ai negoziati, ma il rischio concreto è che se la campagna si prolunga senza risultati, l'attenzione su Kiev si indebolisca irreversibilmente. Sul fronte europeo, il momentum sull'adesione ucraina all'UE rischia di evaporare. Senza nuovi fondi urgenti, l'Ucraina andrà incontro a un deficit di bilancio già il mese prossimo. La variabile decisiva rimane la durata del conflitto iraniano: Trump ha parlato di quattro-cinque settimane, ma ha già ammesso di essere pronto ad andare oltre. Ogni settimana in più è una settimana in cui l'Ucraina combatte da sola.