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Le conseguenze della decisione del Parlamento Europeo di sospendere l’accordo con il Mercosur
Cosa è successo?
Il Parlamento europeo ha votato affinché l’accordo commerciale con il Mercosur non divenga immediatamente operativo, ma venga prima esaminato dalla Corte di Giustizia Europea, un processo che potrebbe richiedere tra i 18 e i 24 mesi. Qualora la Corte dovesse decidere che i termini dell’accordo commerciale non rispettano i trattati europei, questo decadrebbe.
Perché è importante?
L'evento è rilevante per cinque ragioni principali:
La credibilità intenazionale dell’UE: Le trattative per gli accordi con il Mercosur vanno avanti dagli anni ‘90. Il fatto che dopo trent’anni di trattative si sia arrivati finalmente a una firma e che, pochi giorni dopo, questa sia stata smentita dal Parlamento Europeo, lede in modo profondo la credibilità politica dell’UE.
La tenuta politica della Commissione: La Commissione Europea, e Ursula von der Leyen in persona, si erano spese in modo formidabile per questo accordo. Il fatto che il Parlamento lo abbia congelato mina l’autorevolezza della Presidente (tra l’altro presente in aula) e mette in chiaro come, anche sulle partite più importanti, la sua Commissione sia priva di maggioranza al Parlamento Europeo. È un dato di fatto che ne indebolisce la posizione, specie se sommato alla spaccatura che si era creata in seno al Consiglio, dove Francia e Polonia (i cui governi in teoria sostengono la Commissione) avevano votato contro.
La guerra commerciale con gli USA: In questo momento di enormi frizioni commerciali tra UE e Stati Uniti, l’avvio dell’accordo con il Mercosur avrebbe costituito, per l’UE, una fondamentale alternativa commerciale agli Stati Uniti. L'accesso a un enorme mercato sudamericano avrebbe potuto compensare, almeno in parte, la restrizione daziaria imposta dall’esecutivo Trump.
Il nodo dell'agricoltura: Il voto sancisce ancora una volta la difficoltà dell’Europa sulle questioni agricole. L’agricoltura assorbe circa il 30% dei fondi europei, ma contribuisce al PIL europeo per poco meno del 2%: un settore economicamente in perdita ma politicamente intoccabile. L’UE non può abbandonarlo per motivi sociali e politici. E infatti, proprio i timori delle ricadute, potenzialmente negative, dell’accordo sul settore agricolo sono alla base della contrarietà francese (sia in Consiglio che in Parlamento) all’accordo.
Il conflitto interno all’UE: L’ipotetico congelamento, o addirittura azzeramento dell’accordo, apre un fronte di conflitto interno all’UE molto significativo: la Francia, per proteggere i suoi allevatori che temono la concorrenza di Argentina e Brasile, è completamente contraria; la Germania, invece, è alla ricerca di nuovi mercati per la sua manifattura in affanno, cosa che la rende completamente a favore, tanto che il cancelliere Merz ha definito “deplorabile” il voto del Parlamento. Le frizioni sull’accordo potrebbero portare a un indebolimento dell’asse franco-tedesco che in questi ultimi anni è stato il cuore stesso dell’UE.
E adesso?
Adesso si aspetta. Verosimilmente la Commissione andrà avanti con l’accordo in una formula provvisoria in attesa della sentenza. Lo stesso in teoria dovrebbe fare il Parlamento nella disamina delle varie parti dell’accordo. Detto questo, la decisione definitiva, a questo punto, spetterà alla Corte di Giustizia UE. In ogni caso, si tratta di un serio smacco per la credibilità commerciale e politica dell’Unione e della Commissione, proprio in una fase delicata in cui all’UE è indispensabile trovare piazze commerciali alternative agli Stati Uniti.