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Le agenzie cyber di 5 Paesi firmano una dichiarazione congiunta: l'AI riduce da anni a mesi il tempo per trovare e sfruttare una falla informatica

Cos’è successo
I capi delle cinque agenzie cyber dell'alleanza Five Eyes — Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda — hanno firmato una rara dichiarazione congiunta per avvertire che l'intelligenza artificiale sta riscrivendo il rischio informatico a una velocità che impone di agire subito. I modelli di frontiera, dicono, trasformeranno le capacità d'attacco e di difesa "non in anni, ma in mesi". Da qui un appello a governi e aziende a trattare la resilienza cyber come un rischio d'impresa e una responsabilità dei vertici, da non lasciare ai soli reparti tecnici.
La dichiarazione cade dieci giorni dopo il blocco con cui Washington ha vietato l'accesso ai due modelli più potenti di Anthropic, Fable e Mythos, a chi non è cittadino americano — e tutti, dalla stampa agli analisti, leggono le due cose insieme. Le agenzie non nominano modelli, ma la classe è chiara: sistemi capaci di setacciare montagne di codice a caccia di vulnerabilità nascoste.
Perché conta
L'allarme è fondato, e non riguarda solo Anthropic. Il rumore di oggi nasce da Fable e Mythos, ma le cinque agenzie segnalano qualcosa di più ampio. La capacità di usare l'AI per scovare e sfruttare le falle a una velocità che nessuna squadra umana regge sta diventando patrimonio dell'intero settore, attaccanti compresi.
- Che non sia il problema di un singolo modello lo dicono le agenzie stesse. La loro previsione è che capacità come quelle di Fable e della piattaforma cyber Daybreak di OpenAI diventino "ampiamente disponibili al pubblico entro l'anno", malgrado gli sforzi dei lab per trattenerle. E gli avversari non aspettano: a maggio Google ha bloccato un attacco in cui un ignoto aveva scoperto e armato una vulnerabilità sconosciuta interamente con l'AI, mentre gruppi legati a Russia, Cina e Corea del Nord piegano già i modelli ad attacchi che si adattano da soli. Gli esperti sentiti da CyberScoop, del resto, non considerano Fable 5 una minaccia unica: la stessa capacità è già in modelli più vecchi, in versioni open-source e in fonti estere;
- Il che complica la risposta di Washington. Il blocco di Fable e Mythos una sua logica difensiva ce l'ha — non mettere il modello più capace in mano a chi ancora non lo ha, e guadagnare mesi mentre i difensori si attrezzano. Ma se la capacità diventa comunque universale entro l'anno, e gli avversari i controlli all'export non li rispettano, quei mesi sono tutto ciò che il blocco compra: tempo, non sicurezza. Con un prezzo che la dichiarazione non scioglie, perché quattro dei cinque firmatari — Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda — sono esattamente gli "stranieri" a cui quel blocco ha tagliato l'accesso;
- Davanti a una minaccia così, però, la ricetta è la vecchia igiene informatica. Le agenzie ammettono che le loro cinque mosse pratiche "non sono nuove": ridurre la superficie d'attacco (i punti da cui un sistema può essere colpito), rattoppare più in fretta, rottamare i sistemi vecchi, irrobustire identità e accessi, prepararsi all'incidente. E non hanno torto, perché la maggior parte delle violazioni passa ancora da software non aggiornato e credenziali deboli, e farle bene taglierebbe una fetta enorme di rischio. Ma contro un'offesa a velocità di macchina — non di una squadra umana — accelerare i rattoppi accorcia la finestra di esposizione senza chiuderla, perché non si tiene il passo di un avversario che scova e sfrutta le falle da solo. L'unica mossa davvero nuova, "combatti l'AI con l'AI", è giusta, e riporta però al nodo di prima, perché lo strumento migliore è lo stesso modello tenuto sotto chiave.
Adesso
- Per ammissione delle stesse agenzie, la finestra in cui l'Occidente è avanti potrebbe non durare. L'AI commerciale, integrata in difesa e intelligence più che in Russia o Cina, dà un vantaggio oggi che domani potrebbe assottigliarsi; e allora conta chi avanza più in fretta e chi impara a difendersi prima, più di chi riesce a trattenere la tecnologia;
- Resta aperto, poi, il nodo dell'accesso difensivo, e cioè chi potrà usare i modelli di classe Mythos per difendersi, e a quali condizioni. Anthropic ne ha già concessi ad alcune agenzie e aziende selezionate in una quindicina di Paesi, l'Australia tra queste, ma è un canale per pochi, mentre i difensori restano in massa esposti. È lo stesso accesso che si negozia a fatica tra alleati. La difesa di frontiera, per ora, è razionata; l'attacco no;
- Più delle cinque buone pratiche, conta ciò che la dichiarazione ammette tra le righe: l'apparato di sicurezza dei cinque Paesi più attrezzati al mondo certifica che lo spostamento è reale, imminente e impossibile da arginare con i divieti. Il blocco di Fable e Mythos, in fondo, ha comprato tempo; e a questa velocità il tempo finisce in fretta.