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La multa da 200 milioni contro Temu è il primo stress test per le norme Ue sui marketplace cinesi

Cos’è successo
Bruxelles ha inflitto al colosso dell’e-commerce Temu una multa da 200 milioni di euro per violazione del Digital Services Act (Dsa), il regolamento europeo che impone alle piattaforme più grandi di valutare e mitigare i rischi generati dai loro servizi. La Commissione contesta al marketplace cinese controllato da Pdd Holdings una valutazione troppo debole del rischio che prodotti illegali o pericolosi arrivassero ai consumatori europei.
A pesare è stata soprattutto la valutazione dei rischi del 2024, al centro del procedimento aperto il 31 ottobre dello stesso anno. Per la Commissione, il documento ragionava sui rischi generali dell'e-commerce e sottostimava quelli specifici della piattaforma; gli acquisti-test hanno poi trovato caricabatterie non conformi e giocattoli per bambini con sostanze oltre i limiti o parti staccabili pericolose.
Perché conta
Dopo la multa alla piattaforma X, il caso Temu porta il Dsa dai meccanismi di trasparenza dei social alla circolazione dei prodotti nei marketplace. La piattaforma organizza la visibilità delle offerte e le spinge davanti al consumatore, anche quando il bene arriva da venditori esterni. Una valutazione dei rischi debole diventa così il punto in cui l'opacità della filiera finisce dentro l'interfaccia.
- Nelle carte della Commissione, Temu ha rilevato il rischio come un problema generico del settore, senza misurare abbastanza ciò che succedeva nel proprio servizio. La presenza di caricabatterie e giocattoli non conformi fissa il punto: raccomandazioni e promozioni diventano parte del rischio, perché orientano l'offerta;
- Per l'e-commerce cinese low cost è una pressione che tocca il cuore del modello. Venditori esterni e spedizioni dirette rendono la filiera più difficile da controllare; il Dsa prova a impedire che quella distanza diventi una zona franca regolatoria. Il fatto che Shein e AliExpress siano già sotto osservazione rende il caso Temu meno isolato;
- 200 milioni fanno titolo, e sono il record del Dsa dopo i 120 milioni inflitti a X. Sono comunque lontani dal tetto del 6% del fatturato globale. Bruxelles sceglie una pressione progressiva, in cui il piano correttivo e le eventuali penalità contano quasi quanto la multa.
Adesso
- Entro il 28 agosto 2026, Temu dovrà presentare un piano correttivo. La Commissione avrà poi due mesi per decidere se è sufficiente e, in caso contrario, potrà imporre penalità periodiche. L'azienda sostiene che la decisione guardi a sistemi già superati; è una difesa possibile, purché ora diventi verificabile;
- Archiviata questa decisione, Bruxelles deve ancora esaminare la vendita effettiva di prodotti illegali e il design della piattaforma; sullo sfondo c'è anche l'accesso ai dati per i ricercatori. Per Temu comincia qui la parte più difficile, rendere governabile una macchina costruita per crescere in fretta;
- Anche fuori dal Dsa, l'Europa sta alzando il costo del low cost cinese. Da luglio dovrebbe arrivare un prelievo doganale fisso da 3 euro sui pacchi sotto i 150 euro. La convenienza comincia così a dipendere anche dalla capacità di assorbire compliance e sicurezza dentro il marketplace.