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La Cina avvia la produzione di scanner per fabbricare chip per ovviare all’assenza di macchine ASML, obiettivo 20 nel 2027

Cos’è successo
Un'azienda di Shanghai sostenuta dallo Stato ha iniziato a costruire scanner DUV a immersione sviluppati in Cina, secondo The Information. La società, di cui non si conosce l'identità, punterebbe a realizzarne circa cinque quest'anno e venti nel 2027. Le consegne iniziali sono previste a SMIC e Hua Hong — le due principali fonderie cinesi, cioè aziende che fabbricano chip progettati da altri — e a CXMT, il gruppo nazionale specializzato nelle memorie DRAM impiegate da computer e server.
Questi sistemi usano luce ultravioletta profonda (deep ultra-violet, o appunto DUV) e un sottile strato d'acqua per trasferire il disegno dei circuiti sui wafer, ossia i dischi di silicio da cui vengono ricavati i chip. Pur meno avanzati degli scanner EUV (extreme ultra-violet) che oggi, su scala commerciale, costruisce solo ASML, i DUV sono un po’ i cavalli da tiro dell'industria, dai processi più maturi a diversi strati dei chip all'avanguardia (in questo secondo caso, ripetendo più volte l'esposizione). Le versioni cinesi, tuttavia, hanno ancora prestazioni e affidabilità inferiori a quelle olandesi.
Perché conta
È dal 2002 che la Cina costruisce una filiera litografica nazionale, riorganizzata dopo i controlli americani del 2022; nel 2025, alcuni prototipi domestici erano infatti già arrivati ai produttori di chip. Ora, con la piccola serie destinata ai clienti, il programma passa alle unità che dovranno essere rese operative nei rispettivi stabilimenti — ma i cinque sistemi previsti per quest'anno equivalgono a meno del 4% dei 131 consegnati da ASML nel 2025.
- Prima di entrare stabilmente su una linea produttiva, ogni macchina avrà l’arduo compito di dimostrare di poter riprodurre il medesimo disegno con precisione e continuità, lavorando insieme alle altre attrezzature. Le prove forniranno il feedback necessario a correggere la generazione successiva — esattamente l'apprendimento industriale che ASML ha accumulato (e ottimizzato) per decenni;
- Pechino può ricavare valore da una DUV domestica molto prima di raggiungere l'EUV, che rimane verosimilmente fuori scala. Molti chip indispensabili ai server AI (a partire da quelli che gestiscono l'energia) non richiedono la litografia più sofisticata; e anche i processori avanzati riservano l'EUV agli strati più difficili. Portare in casa le lavorazioni meno esigenti ridurrebbe il fabbisogno di macchine occidentali senza aspettare il traguardo più lontano;
- ASML, contestualmente, ha perso fino all'8,3% alla Borsa di Amsterdam, reazione giudicata però sproporzionata da JPMorgan soprattutto rispetto a una fornitura ancora minuscola e tutta da qualificare. Una produzione domestica credibile inciderebbe infatti anzitutto sul business cinese dell'azienda olandese, atteso intorno al 20% delle vendite nel 2026 dopo il 33% dello scorso anno.
Adesso
- La piccola serie prevista per quest'anno ha già risentito dei ritardi dei fornitori locali, e alcuni componenti cruciali continuano ad arrivare dal Giappone. Il programma, per funzionare pienamente, dovrà sostituire nel tempo anche la rete specializzata che alimenta una macchina DUV, pezzo per pezzo;
- Il MATCH Act in discussione a Washington vorrebbe estendere i controlli alla vendita e all'assistenza delle DUV a immersione presso SMIC, Hua Hong e CXMT, partendo dalla dipendenza cinese da strumenti stranieri. Quanto questi sistemi domestici potranno ridurla si capirà solo dopo la qualificazione; intanto, le restrizioni continuano ad allungare i tempi necessari per colmare il divario di prestazioni;
- Nel 2027 ASML aumenterà del 30% la capacità produttiva delle DUV a immersione, mentre sta valutando un altro incremento per il 2028 sospinta dalla domanda globale legata all'AI. La concorrenza domestica comincerà presumibilmente dalle lavorazioni meno esigenti del mercato cinese; stampare in autonomia i chip più avanzati, vale la pena ripeterlo, è un obiettivo su un orizzonte assai più lontano.