News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
La CIA ha interrotto, dopo 60 anni, la pubblicazione del World Factbook
Cosa è successo?
La CIA ha interrotto, dopo 60 anni, la pubblicazione del World Factbook, uno degli strumenti di riferimento geopolitico più famosi e autorevoli al mondo. In pratica si trattava di una pagina web pubblica che metteva ordine e rendeva accessibile al grande pubblico un’enorme mole di dati economici e sociali relativi a tutti i paesi del mondo. Il 4 febbraio 2026, la CIA ha semplicemente spento il sito che era considerato una risorsa essenziale e gratuita per giornalisti, studenti, accademici e viaggiatori, grazie alla ricchezza di dati su economia, demografia e geografia di ogni Paese. Sebbene la CIA non abbia fornito una causa specifica nell'annuncio, la decisione segue la linea imposta dal direttore dell’agenzia, John Ratcliffe, che prevede di eliminare i programmi che non contribuiscono direttamente alle missioni di intelligence.
Perché è importante?
In sintesi, la fine del World Factbook segna la fine di un'era per la trasparenza informativa della CIA, che negli ultimi anni ha cercato di affiancare alle attività di intelligence anche quelle di informazione, così da rendersi un interlocutore affidabile e autorevole per i soggetti governativi. Ora, la chiusura del sito, sembra dare il via a una nuova fase della storia dell’agenzia, più concentrata sui tagli di budget, minore trasparenza e maggiore isolazionismo. Inoltre, e questo è un aspetto sinistro della vicenda, la decisione di innesta su una certa insofferenza trumpiana verso tutto quel che è informazione e fact-checking. Così la sua chiusura si inserisce, sì, nel taglio dei costi deciso dall’amministrazione Trump, ma avrà anche un importante risvolto sociale e accademico (era la fonte più autorevole in termini di dati geo-economici e geopolitici) e politico in senso isolazionista e di controllo dell’informazione da parte dell’amministrazione.
Non solo, ma è cosa piuttosto nota che i rapporti tra Trump e la CIA sono pessimi. In un'intervista rilasciata al giornale Guardian, lo storico – e durissimo critico – della CIA Tim Weiner ha avuto parole durissime nei confronti della gestione trumpiana dell’agenzia di intelligence. "Donald Trump odia la CIA"- ha detto Weiner al giornale- sottolineando che Trump considera l'agenzia il cuore pulsante di uno "stato profondo" che, a suo avviso, sta lavorando per indebolirlo. Di conseguenza, il presidente ha nominato "una cricca di accoliti pericolosamente incompetenti e servili alle più alte cariche della sicurezza nazionale". Weiner descrive il nuovo direttore della CIA, John Ratcliffe – ex avvocato specializzato in lesioni personali, membro del Congresso Maga e, per un breve periodo, direttore dell'intelligence nazionale durante il primo mandato di Trump – come "una persona senza spina dorsale che farà tutto ciò che Trump gli dirà di fare. Sta cercando di liberare la CIA dai suoi ufficiali più esperti", ha detto Weiner, "e di imporre test di purezza ideologica. Ratcliffe ha dichiarato esplicitamente fin dall'inizio che il suo obiettivo era quello di allineare la leadership della CIA alla visione del mondo del presidente. Poiché la visione del mondo del presidente si basa in gran parte su falsità e nemici immaginari, penso che questo sarà un compito estremamente arduo".
La chiusura del Factbook può essere letta in questo senso, ossia come una progressiva operazione di indebolimento dell’autorevolezza della CIA e dunque della CIA stessa
E adesso?
Da qui alla fine dell’estate, verosimilmente, assisteremo a numerose turbolenze all’interno delle istituzioni degli Stati Uniti. Questo probabilmente succederà per rafforzare il controllo del Presidente USA sulle istituzioni dello Stato, che ritiene infedeli e ostili.
Il prossimo novembre si terranno le elezioni di metà mandato che, secondo i sondaggi, Trump potrebbe perdere, di fatto vedendo dimezzato il suo potere. In questo senso è verosimile aspettarsi che Trump, come ogni politico, cercherà di limitare le perdite. Quello che potrebbe fare, e che non lo accomuna agli altri politici, potrebbe essere un giro di vite sulle agenzie federali, come FBI, ICE o CIA, per indebolirle e avvicinarle a sé.