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L'uso dell'AI da parte dell’Onu nella tutela ambientale permette di prevenire emissioni nocive pari a quelle prodotte da 24 mln di auto

Cos’è successo
Con l'iniziativa AI for Good, diverse agenzie delle Nazioni Unite hanno avviato l'integrazione operativa di strumenti basati su AI nelle proprie attività internazionali, applicandoli direttamente alla gestione delle emergenze ambientali, al supporto dei sistemi sanitari locali e all'accessibilità dell'istruzione nei Paesi in via di sviluppo. Tutto questo con l'obiettivo di superare ostacoli strutturali storici, quali la carenza di personale medico specializzato e la mancanza di materiale didattico personalizzato per gli studenti con disabilità.
In parallelo a questa sua fase applicativa, l'OHCHR (ossia l'organismo ONU responsabile della promozione e della tutela dei diritti fondamentali) ha pubblicato uno studio che punta a chiarire gli obblighi giuridici degli Stati rispetto all'intero ciclo di vita dei sistemi AI. Documento che stabilisce che l'adozione di qualsiasi soluzione tecnologica nel settore pubblico debba essere vincolata a valutazioni d'impatto preventive e a meccanismi di 'due diligence' (i controlli e le verifiche preliminari per identificare e mitigare i rischi per i cittadini), necessari per evitare che l'automazione dei processi generi forme di sorveglianza ingiustificata o discriminazioni sistemiche.
Perché conta
- Per la tutela ambientale, il programma MARS (un sistema di allerta satellitare dedicato all'individuazione delle fughe di gas) gestito dall'UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente) utilizza algoritmi avanzati per esaminare i dati provenienti da 30 satelliti con una velocità da 12 a 15 volte superiore rispetto alle capacità umane, permettendo di intercettare tempestivamente i pennacchi di metano e di prevenire emissioni nocive equivalenti a quelle prodotte da 24 milioni di automobili a benzina;
- Per salute pubblica e inclusione sociale, l'adozione della diagnostica assistita CAD (un software AI per la lettura e l'analisi automatica delle radiografie) consente di velocizzare lo screening della tubercolosi nelle aree prive di radiologi, mentre l'iniziativa ADT (progetto per la creazione di libri di testo digitali interattivi) promossa dall'UNICEF permette di convertire i contenuti scolastici standard in formati accessibili adattati alle esigenze specifiche di quasi due milioni di bambini con disabilità;
- Per quanto concerne il profilo normativo e la protezione dei diritti fondamentali, le raccomandazioni internazionali stabiliscono che l'introduzione di strumenti automatizzati nella pubblica amministrazione e nelle forze dell'ordine debba sottostare a stringenti vincoli di trasparenza e al principio di precauzione, così da impedire l'impiego di sistemi ad alto rischio laddove le criticità tecniche o i margini di errore non possano essere adeguatamente mitigati.
Adesso
- L'UNICEF prevede di estendere la copertura dell'iniziativa per la digitalizzazione dei testi scolastici inclusivi ADT (strumenti didattici interattivi progettati per bambini con disabilità) dagli attuali 17 Paesi fino a raggiungere 50 nazioni entro il 2030, così da rafforzare la presenza delle piattaforme educative nei contesti a basse risorse;
- Sul piano delle politiche regolatorie nazionali, i Governi saranno tenuti a recepire uno "smart mix" (ossia una combinazione bilanciata di norme vincolanti e di incentivi economici) formulato in conformità con i Principi Guida delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti Umani, imponendo alle aziende private requisiti di trasparenza e responsabilità contrattuale all'interno degli appalti pubblici per le forniture tecnologiche;
- Le sessioni e i lavori del Global Dialogue on AI Governance (piattaforma di confronto promossa dall'ONU tra Governi, istituzioni e settori tecnici) lavoreranno per integrare le priorità dei Paesi del Global South (ossia l'insieme di Paesi in via di sviluppo), con l'obiettivo di stabilire standard etici e tecnici condivisi ed evitare così la frammentazione delle normative locali.