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L’UE si sta riavvicinando alla Turchia

3 min di lettura

Cosa è successo?

Nelle ultime ore la Commissaria Marta Kos, titolare della delega all’allargamento dell’UE, si è recata in visita ufficiale in Turchia. Si tratta della prima importante visita ufficiale di un’esponente dell’UE dopo “l’incidente della sedia” del 2021 (un’altra era avvenuta nel 2023) ma soprattutto si tratta del primo passo di un complessivo percorso di disgelo tra Turchia e UE.
Insieme al ministro Mehmet Şimşek, il commissario Kos parteciperà alla cerimonia di firma del prestito da 200 milioni di euro della Banca europea per gli investimenti destinato alle piccole e medie imprese che guidano la transizione verde in Turchia.

Perché è importante?

I rapporti trai due Paesi, come noto, negli ultimi anni sono stati piuttosto difficili: da un lato la profonda condanna europea per il sistema autocratico imposto da Erdogan; dall’altro però anche i legami molto stretti tra i due Paesi per la gestione dei migranti siriani (finanziata dall’UE, ma gestita dalla Turchia su suolo turco). Un’ambiguità che la guerra in Ucraina (e il suo possibile prossimo esito) potrebbero aver sciolto, portando l’UE a venire a patti con i suoi principi e a riavvicinarsi ad Ankara.

Le ragioni sono varie:

  • Militare/1: in questa fase di disgregazione della NATO, o quantomeno di indebolimento dei legami tra USA e UE, l’UE ha tutto l’interesse ad avvicinare a sé l’alleato più orientale dell’alleanza.
  • Militare/2: L'esercito turco è il secondo, per grandezza ed equipaggiamento, all’interno della NATO.
  • Militare/3:La Turchia è parte della coalizione dei volenterosi, di cui fanno parte anche UE, Norvegia e Regno Unito, che, in via teorica, dovrebbe schierare truppe di pace in territorio ucraino.
  • Geografico: La Turchia si trova in una posizione particolarmente strategica: di fronte all'Ucraina e alla Russia attraverso il Mar Nero e a cavallo tra i continenti europeo e asiatico, oltre che ponte verso il Medioriente.
  • Politico ed elettorale: La Turchia è un alleato chiave nella gestione dei rifugiati, argomento esplosivo dal punto di vista elettorale in UE.

E adesso?

Nonostante la difficoltà della situazione in Ucraina e dell’alleanza tra UE e USA renda imperativo il riavvicinamento tra UE e Turchia, quel che è verosimile aspettarsi è una ripresa dei rapporti in nome di interessi comuni, ma non un cambio di passo completo nella relazione tra i due. Per esempio, in questa fase, è escluso che si riaprano i colloqui di adesione, soprattutto alla luce del fatto che si stima che siano più di 20 mila i prigionieri politici e gli oppositori di Erdogan in questo momento in carcere. Tra di loro c’è anche il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, credibile sfidante per le presidenziali del 2028, ma oggi in carcere con generiche accuse di corruzione per le quali è stata richiesta una condanna a 2500 anni di carcere.

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