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L'Ue prova a espropriare i dati di ricerca di Google per nutrire l'AI della concorrenza

Cosa è successo
Bruxelles ha formalizzato l'assalto all'asset più prezioso di Google. Nelle conclusioni preliminari relative al Digital Markets Act (DMA), la Commissione Europea ha intimato al colosso di Mountain View di aprire i propri archivi. L'azienda dovrà garantire ai concorrenti l'accesso ai dati di ricerca — query, ranking, click e visualizzazioni — a condizioni "eque e non discriminatorie".
Il grimaldello della manovra è l'inclusione esplicita dei chatbot AI tra i beneficiari della condivisione. Google ha immediatamente alzato le barricate, impugnando la tutela della privacy e dei dati sensibili degli utenti come scudo contro il provvedimento.
Perché è importante
La mossa di Bruxelles mira al cuore della corsa all'intelligenza artificiale. Da due decenni Google monopolizza l'unico dataset globale che mappa il comportamento umano in tempo reale; forzandone la condivisione, l'Unione Europea tenta di smantellare questo vantaggio strutturale, di fatto convertendo il motore di ricerca in un'infrastruttura pubblica.
Lo scopo è impedire che Google vinca la guerra dell'AI search per pura inerzia. Concedere a competitor come OpenAI, Anthropic o Perplexity il diritto di abbeverarsi alla fonte di Google significa tentare di garantire la sopravvivenza della concorrenza per via normativa.
E adesso?
- La consultazione pubblica scade il primo maggio, preludio ad una decisione vincolante attesa per fine luglio. In caso di non conformità, il DMA autorizza sanzioni fino al 10% del fatturato globale. Il braccio di ferro si deciderà però su faglie tecniche e geopolitiche più profonde.
- Google farà leva sull'impossibilità di anonimizzare perfettamente miliardi di query, trasformando il rischio privacy nell'ultima, solida trincea legale contro un assedio normativo che viaggia su più fronti: parallelamente ai dati, Bruxelles sta infatti spingendo sull'interoperabilità di Android per garantire ai chatbot concorrenti lo stesso accesso all'hardware di cui gode Gemini.
- Su scala macro, obbligare Google a cedere la propria materia prima alimenterà inevitabilmente le tensioni con l'amministrazione Trump, che da tempo accusa Bruxelles di prendere di mira in modo sistematico i campioni tecnologici americani.