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L'Ue esenta smartwatch, anelli smart e smart glasses dall'obbligo di avere batterie sostituibili dagli utenti a partire dal 2027

Cos’è successo
Il 14 luglio la Commissione europea ha adottato l'atto delegato che amplia le eccezioni all'articolo 11 del Regolamento (UE) 2023/1542, in base al quale – dal 18 febbraio 2027 – le batterie portatili integrate dovranno in generale essere facilmente rimovibili e sostituibili dall'utente per tutta la vita del dispositivo.
Rimozione e sostituzione potranno infatti essere riservate ai professionisti indipendenti per dispositivi indossabili troppo piccoli per un intervento sicuro dell'utente oppure costruiti attorno a un involucro compatto e sigillato, quando l'apertura comprometterebbe sicurezza e integrità del dispositivo, impermeabilità compresa. La batteria dovrà comunque poter essere cambiata.
Perché conta
Dentro la scocca di un wearable, componenti e guarnizioni sono stipati in uno spazio ridotto. Lasciare al consumatore un varco d'accesso, è la tesi dietro l’esenzione, potrebbe aumentare gli ingombri o indebolire la tenuta; estrarre una batteria incapsulata rischierebbe invece di danneggiarla o perforarla. Per i wearable che rientrano nei nuovi criteri, dunque, Bruxelles ha deciso di assegnare maggiore peso a miniaturizzazione e integrità del dispositivo che all'accesso diretto dell'utente.
- Nel 2025 Meta ed EssilorLuxottica — il gruppo franco-italiano proprietario di Ray-Ban e partner industriale e distributivo del gigante californiano — hanno venduto nel mondo circa 7 milioni di smart glasses, con il CEO Mark Zuckerberg che starebbe puntando a portare la capacità produttiva a 20 milioni entro fine anno. Conservare la stessa architettura anche in Europa — dacché gli smart glasses sono tra i wearable contemplati dall’atto — eviterebbe il problema ingegneristico di progettare una versione separata, togliendo un grosso ostacolo a quella crescita;
- Dopo avere accolto l'eccezione, la CCIA Europe (associazione dell'industria tech e, qui, parte interessata) ha già chiesto di andare oltre nel prossimo pacchetto di semplificazione ambientale, con una deroga piena per i wearable e il rinvio degli obblighi; mentre il BEUC, la principale organizzazione europea dei consumatori, ha definito l'esenzione un “precedente pericoloso”, chiedendo che le eccezioni rimangano circoscritte da prove tecniche e di sicurezza.
Adesso
- Parlamento europeo e Consiglio avranno tre mesi dalla notifica per opporsi all'atto, prorogabili di altri due su iniziativa di una delle due istituzioni. In assenza di obiezioni, l'atto sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore venti giorni dopo;
- Il 18 febbraio 2027 scatterà poi l'articolo 11(7) vero e proprio, che obbligherà dunque chi immette un prodotto sul mercato a rendere disponibile la batteria di ricambio a utenti finali e professionisti indipendenti per almeno cinque anni dopo l'immissione sul mercato dell'ultima unità del modello, a un prezzo “ragionevole e non discriminatorio”. L'obbligo di prezzo riguarda il componente; manodopera e disponibilità di riparatori determineranno invece il costo dell'intervento — e, in pratica, se e quanto convenga prolungare la vita di un dispositivo;
- Con questo primo atto delegato, la Commissione ha inaugurato il canale previsto dall'articolo 11(4) per aggiungere nuove categorie. Ogni altra deroga richiederà un nuovo provvedimento e il controllo di Parlamento e Consiglio; un'applicazione modello per modello sarà quindi decisiva per evitare che la sostituzione professionale diventi la soluzione ordinaria per ogni wearable sigillato.