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L'Ue chiede a Google di aprire Android agli assistenti AI concorrenti: oltre 30 miliardi di multa potenziale

Cosa è successo
Il 27 aprile la Commissione Europea ha inviato a Google le conclusioni preliminari del secondo procedimento DMA aperto nei confronti di Alphabet il 27 gennaio sull'interoperabilità di Android con i servizi AI concorrenti. Le misure proposte obbligano Google a garantire che assistenti AI di terze parti — ChatGPT, Claude, Perplexity e altri — possano accedere alle stesse funzioni di sistema attualmente riservate a Gemini: attivazione vocale con una parola chiave personalizzata, lettura del contenuto sullo schermo, interazione con le app installate, integrazione con le app di email, di consegna cibo e di condivisione foto.
Google risponde che si tratta di una “interferenza ingiustificata”, e che Android è già aperto per design. La consultazione pubblica sulle misure è aperta fino al 13 maggio; la decisione finale vincolante deve arrivare entro il 27 luglio.
Perché è importante
Giusto un paio di settimane fa la Commissione aveva emesso le conclusioni preliminari del primo di due procedimenti gemelli, quello che obbligherebbe Google a condividere i dati di ricerca — query, ranking, click, visualizzazioni — con i competitor, AI chatbot inclusi. I due procedimenti colpiscono il vantaggio competitivo di Google su fronti distinti — i dati che alimentano i modelli da un lato, le porte d'accesso al dispositivo in tasca a due miliardi di persone dall'altro — e insieme disegnano un'offensiva coerente.
- Chi scarica ChatGPT o Claude su un telefono Android ottiene un'app. Chi usa Gemini ottiene una funzione del sistema operativo. Gemini può essere attivato tenendo premuto il tasto di accensione o pronunciando "Hey Google"; può leggere lo schermo, interagire con le altre app e accedere a funzioni di sistema precluse a qualsiasi assistente di terze parti. Un assistente AI che non può fare nulla di tutto questo non compete ad armi pari, pur essendo scaricabile dall'app store. La disponibilità non è lo stesso dell'accesso;
- Google ha completato la migrazione da Google Assistant a Gemini come assistente predefinito su Android tra il 2025 e i primi mesi del 2026 — proprio mentre la Commissione apriva questi procedimenti. Mentre Gemini si radica come l'intelligenza di sistema di ogni telefono Android, la Commissione definisce per legge i termini su cui i competitor devono poter occupare quello stesso posto; una politica industriale implicita, le cui due traiettorie dovranno convenire a luglio. Apple, sotto la stessa norma DMA, si muove peraltro nella stessa direzione con meno resistenza: con iOS 27 dovrebbe aprire Siri a servizi AI concorrenti oltre all'esistente partnership con ChatGPT.
E adesso?
- Per Alphabet, il 10% del fatturato globale come tetto sanzionatorio teorico (qualora la Commissione dovesse ritenere l’azienda non-compliant) supererebbe ad oggi i $30 miliardi. Per i competitor, l'accesso a livello di sistema operativo rappresenterebbe la differenza tra l’essere un'app in un cassetto e essere l'intelligenza di sistema del telefono — cioè esattamente la posizione che OpenAI sta cercando di costruirsi con il suo progetto hardware, smartphone o meno ch esia;
- La Commissione ha fino a luglio per decidere se quell'asimmetria è accettabile. La direzione delle sue conclusioni preliminari suggerisce che non lo sia.