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L’Iran usa ChatGPT e Gemini per ampliare le operazioni cyber e gli Emirati già denunciano 500 mila attacchi informatici al giorno

Cos’è successo
Secondo il Financial Times, gruppi iraniani collegati allo Stato stanno usando ChatGPT, Gemini e altri modelli occidentali per sviluppare malware e phishing credibile in ebraico e arabo, lingue utili a colpire Israele e il resto del vicinato mediorientale. oltre che per creare identità fittizie e cercare vulnerabilità nei sistemi di avversari regionali e occidentali. Gli Emirati Arabi Uniti sostengono invece di subire ormai oltre 500.000 attacchi cyber al giorno, assistiti anche da ChatGPT.
Teheran lavora anche a una piattaforma nazionale sviluppata con la Sharif University, pensata per restare in piedi sulle infrastrutture domestiche anche in caso di distacco dalla rete globale; OpenAI e Google, dal canto loro, sostengono di aver visto guadagni di produttività, più che capacità cyber inedite.
Perché conta
In un apparato frenato da sanzioni e isolamento tecnologico, i modelli occidentali lavorano come scorciatoia operativa, dacché scrivere codice e costruire coperture sociali nella lingua target costa meno. Teheran può così ripetere le stesse operazioni più spesso e più in fretta — lo stesso principio già visto con i droni lanciati a migliaia dai suoi proxy, dove non conta il singolo sistema perfetto, ma la pressione continua;
- Quando i lab dicono di non vedere tecniche inedite, il caveat è plausibile. Nel cyber, però, la scala pesa quasi quanto la novità: se un operatore scrive esche più convincenti, controlla codice e cerca falle note in meno tempo, il volume operativo sale senza bisogno di una singola capacità rivoluzionaria;
- APT42, gruppo legato all'intelligence delle Guardie rivoluzionarie iraniane, aveva già campagne fondate su impersonificazione paziente e furto di credenziali. Secondo Google, gli attori iraniani sono stati i maggiori utilizzatori statali di Gemini tra i gruppi osservati, e APT42 pesava per oltre il 30% dell'uso iraniano;
- Con la piattaforma nazionale sviluppata insieme alla Sharif University, istituzione iraniana sotto sanzioni, Teheran prepara anche l'uscita di sicurezza. I servizi occidentali si usano finché passano; intanto, si costruisce capacità domestica per dipendere meno da ChatGPT o Gemini. La logica delle sanzioni applicata al software, in pratica.
Adesso
- Bloccare singoli account rimane necessario, benché sempre più simile a un gioco di rincorsa poco sostenibile. Quando un attore statale usa modelli a uso generale per accelerare processi esistenti, la linea tra abuso esplicito e preparazione operativa si assottiglia; e non è semplice da monitorare;
- Ai difensori non serve aspettare il modello capace di inventare un attacco mai visto. Il rischio arriva già da strumenti che comprimono tempi banali ma decisivi, che vanno dalla scrittura di un'esca credibile alla ricerca di una falla pubblica dimenticata. In quella zona grigia, l'AI abbassa la soglia d'ingresso ben prima di spostare la frontiera;
- Dopo Mythos e GPT-5.5-Cyber, l'accesso controllato ai modelli avanzati resta cruciale, ma la pressione quotidiana passa anche dai modelli pubblici, usati per rendere più efficiente il lavoro sporco. Governare solo la punta rischia di lasciare scoperta tutta la base.