Policy NewsTransizione Energetica
L'integrazione del nucleare nel mix energetico italiano stabilizzerebbe il prezzo dell'elettricità a 85 euro per MWh e ridurrebbe di 6 volte le emissioni

Cos’è successo
L'Italia può ridurre le emissioni di Co2 senza necessariamente aumentare il costo dell'energia, attraverso un mix ottimizzato che integri fonti rinnovabili, nuova capacità nucleare e sistemi di accumulo (tecnologie che permettono di immagazzinare l'energia elettrica in eccesso e di rilasciarla in rete nel momento in cui c'è più richiesta). Lo rileva lo studio intitolato “L'energia sostenibile per l'Italia”, sviluppato dall'Università di Padova in collaborazione con Proger.
L'analisi quantitativa ipotizza una crescita della quota elettrica sui consumi dal 22% al 33%, per una domanda complessiva di 400 TWh. L'inserimento dell'atomo stabilizzerebbe il prezzo dell'elettricità a 85 euro/MWh, rendendo le bollette praticamente indipendenti dalle fluttuazioni del gas e riducendo di 6 volte le emissioni rispetto a ora. Per intenderci: nel corso dei primi mesi del 2026, il prezzo medio si sta muovendo in una forbice che va dai 95 euro/MWh ai 115 euro/MWh. Un modello basato solo sulle rinnovabili comporterebbe invece costi quasi raddoppiati. Questa transizione si accompagna a soluzioni industriali già operative nel 2026, come l'uso dell'intelligenza artificiale per mappare i siti fotovoltaici in meno di quattro settimane e l'avvio dei cantieri del termovalorizzatore di Roma da 65 MW.
Perché conta
La definizione di un mix energetico bilanciato assume rilevanza praticamente a ogni livello del sistema economico:
- In ambito europeo, il modello diversificato risponde agli obiettivi della Ue riducendo la dipendenza geopolitica dalle oscillazioni dei mercati esterni;
- A livello italiano, il controllo dei costi di generazione a lungo termine tutela la competitività della manifattura nazionale e valorizza le competenze della filiera;
- A livello locale, impianti integrati come il termovalorizzatore romano da 600.000 tonnellate annue garantiscono l'autosufficienza energetica e la gestione dei rifiuti.
Adesso
L'evoluzione dell'assetto energetico delinea i prossimi passaggi industriali attraverso tappe precise:
- Gli scenari della Ue richiederanno una revisione dei piani nazionali in cui i prossimi step dell'iter approvativo imporranno l'allineamento a norme comuni per i reattori modulari;
- Ci si attende un'adozione massiccia di intelligenza artificiale e piattaforme digitali, uno strumento essenziale per accelerare le autorizzazioni dei sistemi di accumulo;
- Per l'Italia il punto critico sarà l'approvazione di una legislazione stabile che definisca la governance della nuova capacità nucleare. La legge delega attualmente in discussione alla Camera potrebbe essere solo il punto di partenza.