News & BusinessSicurezza & Resilienza, Politica Internazionale
L'esercito Usa vuole 8.000 nuovi missili a corto raggio all'anno per sostituire l'Hellfire

Cos’è successo
L'esercito degli Stati Uniti ha pubblicato un "Sources Sought notice" - una richiesta di informazioni preliminare rivolta ai produttori - per un nuovo missile a corto raggio equivalente all'Hellfire e al Joint Air-to-Ground Missile (Jagm), con scadenza per le manifestazioni di interesse fissata al 15 settembre.
Le specifiche ricalcano quelle dell'Hellfire, con una gittata minima di 500 metri e massima di almeno 8.000 metri; tra i bersagli previsti figurano mezzi corazzati leggeri e pesanti, nodi di comando e controllo, radar per la difesa antiaerea, sistemi contro i droni (C-UAS) e piccoli natanti veloci d'attacco.
Perché conta
Il nuovo missile dovrà essere compatibile con il lanciatore M299 di Lockheed Martin - già usato per Hellfire e Jagm e installabile su elicotteri come Apache, Cobra e Seahawk, droni e persino container da carico - e restare operativo anche in condizioni di jamming e negazione del segnale Gps. Le aziende interessate dovranno avere una linea di produzione attiva e qualificata entro la fine del 2028: la prima fornitura, fino a 8.000 missili, dovrà essere completata entro due anni dall'assegnazione del contratto, seguita da ordini annuali della stessa entità.
Sul piano operativo, la richiesta si inserisce in alcune dinamiche precise che riguardano l'intero ecosistema Hellfire/Jagm:
- L'AGM-114 Hellfire, progettato negli anni Settanta come arma anticarro lanciata da elicottero, è oggi in uso in oltre 30 Paesi ed è stato prodotto in più di 145.000 esemplari insieme al Jagm, che ne raccoglie l'eredità con guida laser e a onde millimetriche e ha raggiunto la piena capacità operativa nel 2022;
- Nell'agosto 2025 Lockheed Martin si è aggiudicata un contratto da 720 milioni di dollari per entrambi i missili, con clienti che includono esercito e marina statunitensi oltre a Regno Unito, Canada, Polonia e altri Paesi Nato, a conferma di quanto l'arma sia diventata uno standard condiviso tra alleati;
- Il ruolo anti-drone richiesto nel nuovo bando riflette un impiego già in crescita sul campo: in Ucraina l'Hellfire viene montato su veicoli come il V2X Tempest per intercettare droni nemici, mentre la Marina statunitense ha modificato alcune Littoral Combat Ship della classe Freedom per affrontare la minaccia dei droni Houthi nel Mar Rosso.
Adesso
Sul piano geopolitico, la mossa va letta alla luce di un quadro più ampio di scorte in affanno e domanda crescente:
- Gli Stati Uniti stanno facendo i conti con una carenza di missili aggravata dalla guerra con l'Iran, che ha ridotto di circa due terzi le scorte di intercettori Patriot, e dalla campagna contro gli Houthi, che ha consumato almeno 135 missili Tomahawk;
- Il Pentagono sta spingendo i contractor della difesa a raddoppiare o addirittura quadruplicare i ritmi di produzione per una dozzina di sistemi missilistici considerati prioritari, in vista di un possibile confronto con la Cina, in un contesto già segnato da ritardi nella produzione di munizioni come i proiettili d'artiglieria;
- La proliferazione dei droni sui campi di battaglia, dall'Ucraina al Mar Rosso, sta spingendo l'esercito americano a privilegiare munizioni versatili e a basso costo relativo capaci di coprire sia compiti anticarro tradizionali sia la nuova minaccia degli sciami di droni, un requisito che il nuovo bando codifica esplicitamente tra i bersagli richiesti.