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Iran: Trump chiede il conto agli alleati NATO
Cosa è successo
In un'intervista al Financial Times, Donald Trump ha lanciato un ultimatum ai partner della NATO: se gli alleati non aiuteranno gli Stati Uniti ad aprire lo Stretto di Hormuz, l'alleanza atlantica avrà "un futuro molto negativo". L'avvertimento arriva a più di due settimane dall'inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, un conflitto che ha di fatto paralizzato lo Stretto, attraverso cui transita un quinto del petrolio mondiale.
Il presidente americano ha chiesto un aiuto concreto: squadre speciali capaci di eliminare gli iraniani che continuano a posare mine e lanciare droni nel Golfo. Ha citato per nome i paesi destinatari della richiesta: Gran Bretagna, Francia, Giappone, Corea del Sud, Cina, e ha espresso frustrazione particolare nei confronti di Londra, che avrebbe offerto due navi solo dopo che, secondo Trump, il grosso del pericolo era già stato neutralizzato. "Abbiamo bisogno di queste navi prima di vincere, non dopo", ha detto.
Sul fronte cinese, Trump ha dichiarato che Pechino dovrebbe contribuire all'apertura dello Stretto prima del summit con Xi Jinping, previsto a fine marzo, e ha lasciato aperta la possibilità di un rinvio del viaggio. Nel frattempo, il segretario al Tesoro, Scott Bessent, si è incontrato a Parigi con l'omologo cinese He Lifeng per discutere i preparativi del vertice. Il prezzo del petrolio ha raggiunto 106 dollari al barile domenica sera, in rialzo di circa il 45 per cento dall'inizio del conflitto.
Perché è importante?
L'intervista al Financial Times è una mossa politica a più livelli, con implicazioni che vanno ben oltre il conflitto in corso.
Il contesto è cruciale. Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di febbraio, il segretario di Stato Marco Rubio aveva esortato i governi europei a fare di più all’interno della NATO. Poche settimane prima, Trump aveva rilanciato le minacce sull'annessione della Groenlandia, territorio danese e quindi NATO, usando il linguaggio della forza e della sovranità americana sull'Artico. Un alleato che minaccia di acquisire il territorio di un altro alleato non è più un alleato nel senso tradizionale del termine.
Oggi Trump compie un passo ulteriore: trasforma la partecipazione alla guerra in Iran nel test di lealtà definitivo. E lo fa mentre Italia, Francia, Spagna e Gran Bretagna hanno già inviato navi e supporto militare a Cipro e nel Mediterraneo.
E adesso?
I governi europei sono intrappolati tra la pressione americana a partecipare militarmente e opinioni pubbliche ostili a una guerra in cui non hanno scelto di entrare. Nel frattempo il petrolio a 106 dollari al barile, con la minaccia di nuovi raid su Kharg Island.