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Iran: nelle ore precedenti l’attacco impennata di attività su Polymarket

2 min di lettura

Cosa è successo

Il giornale Financial Times ha rilevato come nelle ore precedenti l’attacco all’Iran (di cui non era stato avvertito nessuno, nemmeno gli alleati) sul sito di scommesse sui fatti di attualità Polymarket si sia verificato un picco di puntate sull’ipotesi di un attacco entro 24 ore. Non solo, secondo le rilevazioni di FT, 12 dei 13 account che hanno fatto le puntate erano di recentissima creazione.

Perché è importante

Potrebbe essere, come non essere, importante. Potrebbe essere una cosa qualsiasi, nell’ipotesi che si tratti di una fortunata coincidenza. Ma i numeri (12 account su 13) e la precisione delle previsioni lasciano supporre che non si sia trattato di una fortunata coincidenza quanto di una specie di caso di insider trading su questioni di politica internazionale.
Le prove, in questa fase, va detto che non ci sono, perché gli account sono anonimi, ma il sospetto che a ‘puntare’ siano stati funzionari in possesso di informazioni riservate c’è.
Così come c’è quello, addirittura peggiore, che l’operazione sia stata decisa (o consigliata al Presidente) dopo aver piazzato le scommesse, così da poter passare all’incasso (le cifre, con vincite di circa 300 mila dollari, in realtà non lo giustificherebbero). Si ritiene inoltre che, se confermati i sospetti circa il fatto che a scommettere siano stati funzionari in possesso di informazioni riservate, questo potrebbe costituire un pericolo per la sicurezza nazionale, rendendo di fatto pubbliche le intenzioni militari segrete prima che avvengano.

E adesso?

Il tema della liceità dei mercati previsionali come Polymarket è discusso da tempo. E in molti ritengono che questo tipo di mercato non sia lecito o che abbia un livello di cinismo troppo alto per essere tollerato. Inoltre, come accennato, si teme possa essere un veicolo di fuga di notizie riservate. Il senatore democratico Chris Murphy ha definito "folle" la legalità del trading su azioni militari e ha annunciato una proposta di legge per vietarlo. Questo divieto, però, verosimilmente, non farebbe finire questo tipo di mercato, ma si limiterebbe a spostarlo su piattaforme illegali o collocate al di fuori degli Stati Uniti con l’unico risultato di renderle ancor meno controllabili di quanto (pochissimo) siano.

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