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Iran: l’Ue è più coinvolta nella guerra di quanto crede
Nelle ultime ore, tre droni, presumibilmente partiti dalle aree del Libano controllate da Hezbollah, hanno preso di mira Cipro (Paese attualmente presidente del Consiglio UE). Di questi solo uno sembra aver toccato suolo senza essere intercettato prima. L’area colpita sarebbe quella della base dell'aeronautica britannica di Akrotiri, dove sembra aver fatto danni irrisori.
Perché è importante
Nonostante il bilancio degli attacchi sia minimo, quello politico è molto più significativo e pone l’UE di fronte all’evidenza del fatto che non può chiamarsi fuori da questa guerra. E non solo a livello di singoli paesi (gli USA hanno chiesto supporto a Francia e Germania, in ottica difensiva), ma anche a livello comunitario. Non può né per ragioni geografiche, né strategiche, né politiche.
- Geografiche: sono autoevidenti e hanno a che fare con il fatto che l'area del Mediterraneo è inevitabilmente alla base di qualunque azione militare che abbia per obiettivo il Medio Oriente, quindi è evidente che l’UE, presto o tardi, sarà chiamata a decidere a chi concedere l’uso e a quali condizioni delle sue basi.
- Strategiche: sono altrettanto chiare. L’UE e l’area del Mediterraneo sono confinanti con il Medio Oriente, quindi potrebbero essere coinvolti (come già accaduto con Cipro) in ulteriori operazioni di rappresaglia. Strategiche anche per l’effetto che questo conflitto potrebbe avere sulla guerra in Ucraina, distogliendo l’attenzione degli USA, ma anche lasciando priva la Russia di un fornitore essenziale di armamenti.
- Politiche: perché ormai da tempo la lentezza e la farraginosità delle istituzioni europee appaiono come un ostacolo alla sua credibilità politica. E questo mina qualunque presa di posizione UE. Inoltre, negli anni l’ha portata, sovente, a non prendere posizione. E il risultato di tanti anni di nequizia politica e militare è che oggi l’UE non sa come e con quale credibilità schierarsi: se con Trump e Israele che hanno agito in palese violazione del diritto internazionale, o se con un’atroce dittatura.
E adesso?
Quel che è verosimile aspettarsi è un coinvolgimento, più o meno esplicito, dei Paesi UE nella guerra. Se non a livello di UE, quanto meno a livello di Paesi. In particolare Germania e Francia (e persino Grecia) potrebbero voler approfittare del fatto che gli USA hanno chiesto il loro aiuto per ristabilire il rapporto con la Casa Bianca su una linea di maggiore equità e riconoscimento reciproco del ruolo di alleati. Inoltre è convinzione diffusa che una prova di forza nell’area potrebbe sottrarla all’influenza cinese.