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Iran: il rischio di una nuova crisi energetica per l’Europa

3 min di lettura

Cosa è successo

La guerra in Medio Oriente ha spinto i prezzi europei del gas ai livelli più alti dal 2023, con un aumento del 53% solo da venerdì scorso. Gli attacchi iraniani al Qatar hanno costretto il secondo maggior fornitore mondiale di gas naturale liquefatto (LNG) a fermare la produzione, mentre lo Stretto di Hormuz, vitale per il trasporto energetico globale, è di fatto bloccato. Un segnale concreto di quanto sia grave la situazione è arrivato mercoledì: una petroliera LNG nigeriana diretta in Francia, la BW Brussels, ha invertito la rotta in pieno Atlantico per dirigersi verso l'Asia, dove i prezzi sono più alti. È il primo caso documentato di una nave che abbandona il mercato europeo a favore di quello asiatico durante questa crisi, segnalando una competizione globale per le forniture che l'Europa rischia di perdere.

Perché è importante

L'Europa si trova in una posizione di vulnerabilità: dopo un inverno particolarmente freddo, le riserve di gas sono sotto il 30% della capacità, contro una media quinquennale del 45% per questo periodo dell'anno, e devono essere ricaricate proprio adesso, ai prezzi più alti degli ultimi due anni. Il think-tank Bruegel ha avvertito che ricaricare gli stoccaggi a questi prezzi sarebbe un peso enorme per l'economia europea. Italia e Germania sono le più esposte, essendo più dipendenti dalle importazioni di LNG. La BCE ha già avvertito che una guerra prolungata in Medio Oriente potrebbe causare una fiammata inflazionistica, in un momento in cui l'inflazione nell'Eurozona aveva già sorpreso al rialzo al 1,9% a febbraio. Il paradosso è che le uniche soluzioni rapide disponibili - riattivare il carbone, rinviare il ban sul gas russo, allentare il sistema ETS sulle emissioni - sono tutte in contraddizione diretta con gli obiettivi climatici europei al 2050.

E adesso?

I governi europei stanno cercando di guadagnare tempo: il premier olandese Rob Jetten ha escluso una crisi immediata ma ha promesso misure di sostegno, mentre Giorgia Meloni aveva già proposto di scorporare il costo del carbonio dai prezzi dell'elettricità, misura ora sotto scrutinio della Commissione UE. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz era a Washington martedì a discutere di commercio con Donald Trump, in quello che potrebbe essere anche un tentativo di garantire forniture americane di LNG. Il direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia, Fatih Birol, incontrerà venerdì Ursula von der Leyen a Bruxelles per discutere della situazione. L'Europa ha tempo fino alla primavera per riempire gli stoccaggi, ma lo farà a caro prezzo.

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