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Iran: cosa significa la nomina di Ahmad Vahidi a capo delle Guardie della Rivoluzione
Cosa è successo
Dopo l’uccisione del capo delle Guardie della Rivoluzione Mohammad Pakpour, nel primo giorno di guerra, Ahmad Vahidi è stato scelto per prendere il suo posto a guida dei Pasdaran.
Perché è importante
Perché la sua nomina è quella di una figura nota per essere su posizioni particolarmente radicali e intransigenti. Questo indica l’intenzione del regime non solo di resistere all’attacco israelo-americano, ma anzi di virare, se possibile, in direzione di una maggiore repressione. Questo si spiega in parte con il timore, da parte del regime, che la guerra di queste settimane possa offrire l’occasione alle minoranze e ai gruppi di opposizione per tentare di dare una spallata al regime.
L’ipotesi, va detto, appare di difficile realizzazione perché, in questi quarant’anni, gli Ayatollah hanno instaurato un sistema di controllo dell’apparato statale e di sorveglianza della cittadinanza che pare molto difficile da scalfire.
E adesso?
Ovviamente fare previsioni circa l’esito della guerra e dell’Iran appare molto complesso in questa fase. Gli scenari più probabili, secondo gli analisti, sono quelli di un possibile irrigidimento ulteriore della dittatura repressiva o quello di una deflagrazione del paese in più micro conflitti locali.
In questo momento non sembrano esserci le condizioni per una caduta del regime e un processo di transizione a un sistema democratico.