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Iran: 400 milioni di barili, la risposta record dell'AIE alla guerra

2 min di lettura

Cosa è successo?

In risposta alla guerra con l'Iran, i 32 paesi membri dell'AIE (Agenzia Internazionale dell'Energia) hanno votato all'unanimità per immettere sul mercato 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche nazionali. È il più grande rilascio d'emergenza collettivo nella storia dell'AIE, più del doppio di quello deciso nel 2022 dopo l'invasione russa dell'Ucraina (182,7 milioni di barili).
Il contesto diretto è il blocco, di fatto, dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran: in risposta ai raid statunitensi e israeliani, Teheran ha attaccato navi commerciali nel Golfo Persico e ostacolato pesantemente il transito nello stretto, attraverso cui passa normalmente circa un quinto del petrolio mondiale (circa 20 milioni di barili al giorno). I 400 milioni di barili equivalgono a circa 20 giorni di quei flussi. Secondo l'AIE, le esportazioni iraniane di greggio e raffinati sono scese sotto il 10% dei livelli pre-guerra.
La procedura è stata:

  • il G7 ha segnalato l'urgenza e chiesto all'AIE di elaborare opzioni;
  • l'AIE ha convocato una riunione straordinaria dei 32 paesi membri; da quella riunione è uscita la decisione unanime. Il Brent restava ancora il 20% sopra i livelli pre-guerra al momento dell'annuncio, e oggi ha già superato i 100 dollari al barile.

Perché è importante?

Sul piano energetico, è un intervento senza precedenti per dimensioni, che segnala quanto la crisi di Hormuz sia percepita come uno shock strutturale e non passeggero. Le riserve strategiche esistono esattamente per questo, ma non erano mai state mobilitate su questa scala.
Sul piano geopolitico, la decisione mostra una compattezza insolita tra Paesi consumatori (inclusi Giappone, Germania, Italia, Francia, USA, UK, Canada), in un momento in cui le fratture occidentali su altri dossier sono evidenti. Il G7 ha anche confermato che non intende allentare le sanzioni alla Russia, nonostante la deroga temporanea di 30 giorni concessa da Washington alle raffinerie indiane per petrolio già in navigazione.

E adesso?

I 400 milioni di barili tamponano l'emergenza a breve termine, ma non risolvono nulla strutturalmente. Se il blocco si prolunga, le riserve si esauriscono senza che il problema sia risolto. L'AIE dispone ancora di oltre 1,2 miliardi di barili di scorte pubbliche più circa 600 milioni industriali, quindi c'è margine, ma ogni settimana di blocco erode quella finestra.

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