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In Repubblica Srpska le elezioni sono state vinte (ancora) dai separatisti filorussi
Cosa è successo?
Siniša Karan, candidato separatista filorusso, ha vinto la ripetizioni delle elezioni elezioni presidenziali nella Repubblica Srpska (l'entità a maggioranza serba della Bosnia ed Erzegovina) tenutasi l'8 febbraio 2026. La ripetizione del voto si è resa necessaria dopo che i risultati del voto originario, tenutosi a novembre 2025 e sempre vinto da Karan, erano stati annullati in 17 municipalità a causa di presunte irregolarità e accuse di frode.
Perché è importante?
La Repubblica Srpska è uno dei luoghi più complessi e delicati d’Europa. Per capire perché occorre fare un passo indietro fino al 1995 e agli Accordi di Dayton che, per porre fine alla guerra in Bosnia ed Erzegovina, divisero il territorio bosniaco in due entità diverse: una sotto controllo della parte bosniaca e musulmana della popolazione (i cosiddetti bosniacchi) e una sotto il controllo della minoranza serbo-bosniaca, la Repubblica Srpska.
Questa divisione in entità non è coincisa con la creazione di due stati diversi, ma solo con la creazione di due aree autonome all’interno di un unico stato, la Bosnia ed Erzegovina, la cui presidenza è tripartita (si governa un anno a testa) tra bosniaci musulmani, serbi ortodossi e croati cattolici (la cui minoranza è presente nell’area occidentale del Paese).
Questo sistema, nato come provvisorio ma di fatto diventato definitivo, ha ovviamente creato enormi faglie di instabilità, soprattutto sul lato a maggioranza serba del paese, che non sopporta la vicinanza con i bosniacchi e che coltiva notevoli ambizioni di secessione e adesione alla Serbia. Per lungo tempo, così, la Repubblica Srpska è stata governata dal partito separatista SNSD, guidato da Milorad Dodik, notoriamente ed esplicitamente ostile alla parte bosniaca del paese e su posizioni molto filoputiniane (è considerato il principale alleato di Putin nei Balcani).
La vittoria di Karan assicura la continuità del potere al partito SNSD e rafforza le spinte secessioniste della regione, che minaccia da tempo di staccarsi dalle istituzioni centrali della Bosnia.
E adesso?
Nonostante la pace, la situazione nei Balcani non si è mai del tutto stabilizzata. Anzi. Proprio l’instabilità dell’area, e soprattutto della Bosnia Herzegovina è è il principale ostacolo all’ingresso di Serbia e Bosnia nell’UE. Quindi è verosimile credere che questa ennesima vittoria del fronte secessionista in Repubblica Srbska e sarà foriero di ulteriori tensioni. Oltre che, contribuire a rendere l’area, una testa di ponte per la Russia in Europa.