Policy NewsPOLITICA INTERNAZIONALE
Il Regno Unito torna a parlare di difesa comune con l’UE
Cosa è successo?
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che il Regno Unito dovrebbe considerare di riprendere i colloqui con l’Unione Europea per aderire a un patto di difesa europeo — in particolare al fondo di difesa Safe(Security Action for Europe), un programma da circa €150 miliardi per rafforzare la cooperazione militare in Europa.
I negoziati erano infatti collassati alla fine del 2025 perché Londra e Bruxelles non si erano messe d’accordo sui costi di adesione (la Francia aveva chiesto una quota di ingresso molto alta).
Starmer ha detto che l’Europa (incluso il Regno Unito) deve aumentare la cooperazione e la spesa per la difesa, specialmente di fronte a minacce globali e a un sostegno statunitense percepito come incerto sotto l’amministrazione Trump.
Perché è importante?
- Cambiamento di rotta politico: Dopo la Brexit, il Regno Unito si era tenuto lontano dai principali programmi di difesa dell’UE. La dichiarazione di Starmer indica una possibile ri-avvicinamento su questioni chiave di sicurezza senza però rientrare formalmente nell’UE o nei suoi accordi di mercato unico.
- Risposta alle nuove minacce globali: La proposta si inserisce nel contesto di una maggiore incertezza sulla sicurezza europea, con tensioni su più fronti (NATO dopo il potenziale attacco degli Stati Uniti alla Groenlandia, Russia, Cina e altre sfide globali). Una cooperazione più stretta con l’UE potrebbe rafforzare capacità militari e industria della difesa britannica.
- Economia della difesa e industria: Se il Regno Unito partecipasse al programma Safe come “terzo paese”, le sue aziende militari potrebbero ottenere più contratti e opportunità di approvvigionamento insieme a quelle europee.
E adesso?
Nuovi negoziati potrebbero ripartire: Starmer ha segnalato apertura a discutere un nuovo round di colloqui con l’UE su difesa e altre forme di cooperazione. Ma alcuni paesi UE (come la Francia) e fazioni politiche del Regno Unito rimangono scettici o contrari, soprattutto su quanto il Regno Unito dovrebbe contribuire finanziariamente. La scelta di lavorare più a stretto contatto con l’UE su sicurezza può accendere dibattiti interni nel Regno Unito su Brexit e sovranità, con critiche da forze euroscettiche che temono un “ritorno di fatto” a un’integrazione troppo stretta.